domenica 12 luglio 2015

[Eco]


in ogni rinuncia, insito, c'è l'incipit [naufragio] di una storia latente, sottintesa. a volte, rinunciamo a dire, fare, baciare [testimoniare] nonostante il trambusto, scompiglio [vocìo] che scalcia, spintona, preme per uscire, narrare [palesarsi] ma poi dentro, pur tuttavia, qualcosa respira... mormora tra le mura dello spazio sottaciuto

indugia, chiede udienza

[persevera]

"Qualcuno lo chiama appartenersi, altri amarsi,
ma per me è semplicemente sfiorarsi l’anima in profondità…"
 

~ Isabel De Santis ~

martedì 30 giugno 2015

[aspettative]


dar(e)si tempo

... chi conosce lo spasmo, inciampo, fluire [palpitazione] dei secondi, il sapore ruvido, spoglio [disabitato] dell'attesa, non d~elude, indugia, confida, custodisce

[Resta]


photo by ~ Ferdinando Scianna ~


Nella scatola dei ditali
ci stanno le routine dei bottoni
che si attaccano ai cappotti,
ci sta il filo bianco
che si impiglia nelle mani
di mia madre che hanno pazienza.

Nella scatola dei ditali
ci sono agli aghi del tempo
che forano tutte le sere.

~ Nino Pedretti ~

martedì 16 giugno 2015

[I treni di Tozeur...]


... e per un istante ritorna la voglia di vivere a un'altra velocità

Fin da piccola ho sempre amato i treni, anche quando semplicemente li guardi ed è solo nella tua testa che parti. Te la ricordi Elena, la Via Casilina al Pigneto quando era ancora a doppio senso, e tu, piccina picciò, tornando da scuola ti fermavi tutti i giorni sul ponte della ferrovia, le mani aggrappate alla rete di protezione a guardare estasiata [ghermita] i treni che sussultando - tu~tum tu~tum come un cuore che batte - correvano, galoppavano sulle ali della fantasia verso l'orizzonte, l'incognito. Quante evasioni... viaggi, posti meravigliosi avete esplorato insieme, ed anche ora che sei adulta, come allora, quando vedi i treni, tu sali e parti...

"Gradiva le differenze: forse per questo viaggiò tanto."

~ Jorge Luis Borges ~


photo by ~ Norman Parkinson ~


E adesso aspetterò domani
per avere nostalgia
signora libertà, signorina fantasia
così preziosa come il vino

così gratis come la tristezza
con la tua nuvola di dubbi e di bellezza.


~ Faber ~

lunedì 8 giugno 2015

[Beati come rane su una foglia di ninfea]


la voce arcaica del vento, il frinire delle cicale [richiamo d'amore] il profumo della resina [custode della memoria] e poi me, piccina picciò, spettatrice... partecipe di tanta bellezza, armonia [magnificenza]

ed è serenità, malìa, c'è da sentirsi speciali, belle.


foto by ~ Kristoffer Albrecht ~


Un frutto
è sempre un bacio
dentro l’altare del seme
e giugno ride e ride.

Più di febbraio e maggio
si fa sostanza.
Per questo il ramo ha dormito.


~ Mariangela Gualtieri ~

* il titolo è tratto da un libro di Tom Robbins

mercoledì 3 giugno 2015

[viceversa]


le nostre fragilità, ingenuità [impacci] sovente, caldeggiano [misurano] i punti di forza, certezze degli altri, regalano loro un tocco di fierezza, ascendente, sono una panacea. Superato però il primo momento di amarezza, smarrimento [perplessità] il medicamento, trattamento terapeutico migliore, consiste nell'evitare innanzitutto i bugiardini... ricorrendo preferibilmente al fai da te, quindi: setacciare e lasciar decantare [sublimare] infine, altresì, soprattutto sorridere.




"Per umiliare qualcuno si deve essere in due: colui che umilia, e colui che è umiliato e soprattutto: che si lascia umiliare. Se manca il secondo, e cioè se la parte passiva è immune da ogni umiliazione, questa evapora nell'aria. Restano solo delle disposizioni fastidiose che interferiscono nella vita di tutti i giorni, ma nessuna umiliazione e oppressione angosciose."

~ Etty Hillesum ~

lunedì 25 maggio 2015

[sapori e saperi]


... e tradizioni [memorie] come fare merenda con una croccante fetta di pane casereccio intinta in un piatto contenente solo olio contadino [sincero] e sale, insaporita altresì dai ricordi [rieccheggiamenti] ed oggi, come ieri, sono di nuovo fanciulla.


photo by ~ Romualdo Rakausko ~


“La terra è rotonda, e facendone tranquillamente il giro ci si ritrova un giorno al punto di partenza, già pronti per un altro viaggio. Quanti sono i sentieri, le strade, i villaggi, le città, le colline, i boschi, i mari, i deserti, tanti sono i percorsi per raggiungerli, sentirli, osservarli, per abbracciare la memoria nell’esultanza di essere in quel luogo. I sentieri, la terra, la sabbia, le rive del mare, perfino le pietre e il fango, sono a misura del corpo e del brivido di esistere.”

~ David Le Breton ~
"Il mondo a piedi"

venerdì 22 maggio 2015

[dimora]


la nostalgia, non è sempre, solamente vuoto [assenza] altresì, a volte, può significare setacciare, sentire, custodire troppo [pienezza].




Come farò a spiegare
a uno che non l’ha mai vista
cos’era la carta gialla,
la carta gialla da pacchi, fatta con la paglia,
che stava sul bancone di quelle bottegucce
addormentate nel sole del pomeriggio?

La gente che andava lenta
negli abiti della domenica
ha portato via tutti i suoi cartocci.

~ Nino Pedretti ~

martedì 19 maggio 2015

[L'occhio in_discreto dell'obiettivo]


Amo perdermi in mezzo alla natura, i paesaggi, volti [nel creato] esplorare, setacciare - "tradurre le realtà che ho lì davanti" - frugandole... contemplandole con i miei occhi che guardano altresì attraverso [tramite] l'obiettivo, per rendere così unico [custodire] quel magico... infinitesimo istante, perché non ce ne sarà mai un altro identico, neanche ripetendo la stessa inquadratura dopo pochi secondi.

"Ho fotografato quello che mi capitava sott'occhio,
senza ricerca né distinzione; i ricordi sono figli del caso,
solo gli imbroglioni hanno la memoria in ordine."

~ Daniel Pennac ~


foto di albafucens


"Non sono al tuo fianco, Anna, io sono il tuo fianco.
Sei la parte mancante che torna da lontano a combaciare."

~ Erri De Luca ~
"Il giorno prima della felicità"

mercoledì 13 maggio 2015

[Nido]


custodire, è istintivo [intrinseco] non è una cosa che scegli di fare [essere] o che si può compiere senza che residuino gemme o schegge, desistere... darsi per vinti [abdicare] non serve, non tutela, fondamentale nel farlo... è essere però sempre passe-partout, mai grimaldello

... io {custodisco} altresì esploro, infine, intimamente,
siamo talmente spaziosi... [senza confini] c'è posto per tutti.




Si tratta di solitudini che si interrompono? Di pseudo comprensione? E' questione di riconoscersi nell'altro per qualche verso? Insomma com'è che alla fine due persone sconosciute diventano quasi "importanti" l'uno per l'altra?

Non ha senso entrare in contatto così con una persona e poi andare via. Non lo capisco. Lo strano è che io sono un asociale, ma quando entro in contatto con uno sconosciuto – anche se si tratta solo di un sorriso o di un cenno con la mano, che non credo sia considerato un vero contatto ma per me lo è – mi sembra che dopo non possiamo andarcene ognuno per la sua strada come se niente fosse.

Immagino la sua vita come una piramide, un iceberg di cui vedo solo la punta, la punta minuscola, ma sotto la superficie la piramide si allarga, si allarga verso il basso e nel passato, sempre più indietro, tutta la vita gli sta sotto, gli sta dentro, le mille cose che gli sono successe, e il risultato è quel momento, quel secondo in cui mi ha sorriso.

Credo che sia questo a farmi paura: la casualità di tutto. Persone che per te potrebbero essere importanti, ti passano accanto e se ne vanno. E tu fai altrettanto. Come si fa a saperlo? (…) Andandomene mi sembrava di abbandonarlo, di passar la vita, giorno dopo giorno, ad abbandonare la gente.”

~ Peter Cameron ~
"Un giorno tutto questo dolore ti sarà utile"

lunedì 11 maggio 2015

[Shadows]


A volte, mi manco, mi cerco ma non mi trovo [paleso] ho come l'impressione... di dissolvermi, attraversare la vita brancicante, in cerca di appigli [sinecura] forse... perché oltre a saperci guardare, abbiamo bisogno anche di questo di quando in quando, della poesia [semplicità] di uno sguardo altrui, che scevro da tabù, ghiribizzi personali [mentali] colga quello che non sospettiamo, sappiamo di possedere [ri_conoscere].


foto di albafucens


Io non sono del tutto padrone di me stesso e del mio modo di essere. Il caso ha un potere più grande su di me. L'occasione, la compagnia, il tono stesso della mia voce traggono dal mio spirito più di quello che vi trovo quando lo sondo e lo uso per conto mio. [...] E mi accade anche questo: che non mi trovo dove mi cerco; e trovo me stesso più per caso che per l'indagine del mio giudizio.

~ Montaigne ~