mercoledì 6 gennaio 2010

Fired


Paolo, continua ad alzarsi tutte le mattine alle sei, lo ha fatto per trenta dei suo 55 anni, si veste, si rade, poi si reca alla fermata dell'autobus, ma stavolta... lascia che gli passi davanti senza salirvi. Poi torna a casa, si sveste, sprofonda sul divano e si guarda intorno smarrito, in una mano l'assegno di disoccupazione, nell'altra un pugno di mosche, e davanti

una vita da vivere
possibilmente in maniera dignitosa

"Avete mai visto un uomo spezzato in due"


"senza titolo" ~ Maciej Deja
ascolta

"Feel no Pain" ~ Sade

32 commenti:

  1. La malinconia del cambiamento indotto, la morbida disperazione di non avere più un posto, una collocazione ed un ruolo...
    il bisogno quasi fisico di perpretrare dei riti che poi ci ricordano - ancora più feroci - che non c'è più posto.
    La consapevolezza di essere stati eliminati o sostituiti.
    Nessuno è essenziale - meglio abituarsi per tempo all'idea.

    E crearsi invece angoli di sereno essenziali - momenti, passioni e piccole cose da far crescere e che diventino esenziali nell'economia delle emozioni...

    Ch (contorta forse?)

    RispondiElimina
  2. Quanto mi ha colpito questo tuo post, non aggiungo altro.

    RispondiElimina
  3. Non so proprio cosa dire. Ho vissuto fino a circa 36 anni facendo mille lavori e vivendo con i genitori e non vedendo un futuro. Poi un giorno tutto è cambiato, lo auguro a tutti quelli che sono in questa condizione di arrivare subito al giorno in cui tutto cambierà in meglio.
    Good luck.

    RispondiElimina
  4. Si vive una vita intera con la convinzione di aver trovato la strada giusta, che il tuo lavoro sia appagante, che è davvero quello che meriti, che non potevi aspettarti di meglio. Hai i tuoi piccoli riti quotidiani, svegliarti, colazione con latte e caffè, esci di corsa e subito a lavoro. 
    Poi però ti svegli un giorno e ti crolla il mondo addosso, non hai piu un motivo per alzarti la mattina, nessuno stimolo, niente per cui valga la pena aprire gli occhi, o rincorrere un tram. Non c'è piu entusiasmo, e allora cosa fai? E' vero un uomo viene spezzato in due, l'ho visto con mio padre, per piu di 2 mesi non ha potuto svolgere il suo lavoro, ed era un uomo distrutto, nonostante non si trattasse di una cosa definitiva. Ma si va avanti, si cercano nuovi riti, nuove abitudini, e si mettono insieme i pezzi, per quanto difficile possa sembrare.
    Mi ha colpito molto questo intervento, un abbraccio a presto.

    RispondiElimina
  5. Poche parole, parole che colpiscono. E' la realtà di molti.E' il riuscire ad andare avanti nella società così com è costituita ora..La crisi..la crisi ? Queste cose già succedevano, ora diamo tutta la colpa alla crisi.
    Chi ha una famiglia e non sa come arrivare a fine mese, e chi vorrebbe costruirne una e non sa come fare, perchè ci sono ragazzi come me, o del decennio prima, che il lavoro lo trovano di mese in mese..e non hai certezze su come andare avanti.E non vuoi finire con una routine che ti uccide, ma in qualche modo hai bisogno di  averla, quella quotidianità che ti da sicurezza.E quando manca, è troppo facile dire "Rimboccati le maniche e riparti da zero".
    E' facile a 20 anni.E meno facile a 50, quando si hanno figli.
    E'...triste.

    RispondiElimina
  6. C'è stato un momento in cui se durante la vita non mi fossi creata angoli di rifugio avrei dovuto soccombere a questo.
    Si può risorgere dalle proprie ceneri, ma è una fatica terribile.
    E c'è anche chi non ci riesce.

    RispondiElimina
  7. ho paura di questi momenti.
    ci si sente inutili e senza prospettive.

    il mio buon anno per Te

    RispondiElimina
  8. È un periodo buio per l'Italia. All'inizio erano sempre e solo storie degli altri, quasi leggende metropolitane. Poi hanno cominciato a rimanere a casa conoscenti, collaboratori, amici e infine anche qualche parente. C'è solo da sperare che questa fase storia passi presto, anche se i presupposti sono tutt'altro che rassicuranti.
    Un caro saluto e a presto, ciao!

    RispondiElimina
  9. Anzichè rispondervi singolarmente cercherò di riassumere in un'unica risposta le vostre considerazioni.

    Ho diversi amici che hanno perso il lavoro, così da un giorno all'altro..
    e dopo la prima sensazione di incredulità e costernazione si sono sentiti feriti e frustrati, perché ritrovarsi all'improvviso a dover vivere nell'incertezza del domani è destabilizzante, la maggior parte delle persone contando sul proprio lavoro ha acceso dei mutui che ora spesso non sa come pagare, altri hanno tre figli da mantenere.
    Alcuni a volte, i meno fortunati quelli che un altro lavoro non lo hanno trovato, sentono il bisogno di ripetere i loro piccoli riti quotidiani per non lasciarsi andare, ed altri a 40 - 50 anni si sono dovuti riciclare.. reinventare.. riuscendo piano piano ad emergere di nuovo..
    Perchè vero che con la forza, il coraggio, la determinazione e un pizzico di umiltà, riemergere si può, ma c'è anche chi cade in depressione o chi è solo e questa forza non riesce a trovarla in sè.

    Forse è vero Chantilly che nessuno è essenziale, ma è anche vero che nessuno ha il diritto di giocare con l'esistenza e la vita delle persone.
    Perché un conto è perdere il lavoro perché magari una piccola azienda non ce l'ha fatta a reggere l'ingresso dell'euro o la concorrenza delle grandi imprese, ma quando il lavoro lo si perde perchè Società, multinazionali, aziende..hanno occultato capitali, per falso in bilanci, bancarotta fraudolenta e aggiotaggio.. è scandaloso.

    .. e spesso trovare le parole per esprimere lo smarrimento o la rabbia che si prova in questi casi Buonauscita non serve, perché in questi casi il silenzio pesa più di mille parole ed esprime ugualmente moltissimo..

    Poi c'è chi come te Alephh prima di raggiungere la stabilità ha dovuto sudare, reinventandosi di giorno in giorno e con un futuro incerto davanti.. ma ce l'ha fatta, io sono stata più fortunata ho iniziato a lavorare a soli 21 anni.

    Perché è vero come dice Hulda, quando hai un lavoro e una sicurezza economica.. tu intorno a quel lavoro e sulla base di quelle che sono le tue risore cerchi di tessere la tua vita, fai progetti.. e nel momento i cui non sai più come far fronte a tutto questo.. poi si va avanti, ma all'inizio ci si sente dei falliti.

    Il post è vero, è triste Azalearossa ed è una realtà che coinvolge moltissime persone oggi come oggi,  e purtroppo la spaccatura tra poveri e ricchi si fa sempre più profonda, e spesso anche la classe media fatica ad arrivare a fine mese.

    IrisLuna
    è vero, riuscire a costruirsi un futuro o una famiglia per quelli che lo desiderano è un'impresa ardua, perché mancano le certezze e le garanzie per farlo..

    .. ma come Hulda c'è chi ce la fa, e anzichè soccombere trova in sè la forza di andare avanti..

    ed avere paura è comprensibile ed umano branzinoalsale, la mancanza di prospettive spaventa e rende fragili.

    Come dice ElisinoB è un periodo particolarmente buio per l'umanità questo, anch'io finchè ne sentivo solo parlare.. ma poi è successo proprio questo che anche conoscenti e amici hanno perso il lavoro, ed ho potuto vedere lo sconforto sui loro volti..

    un abbraccio a tutti e grazie per i vostri interventi 

     

    RispondiElimina
  10. Non c'è molto da aggiungere su quello che è già stato scritto e circa il tuo commento, oltre che l'intervento.
    Purtroppo ho diversi amici che hanno "subito" la stessa cosa, alcuni per fortuna sono riusciti a rinserirsi tramite vecchie conoscenze che si sono messe in proprio, altri che mandato cv e attendono colloqui... in questi giorni la vita del lavoro non è facile anzi la crisi si sente e ne risentono soprattutto i piccoli e i "deboli" di un'economia che preferisce convservare il capitale o il management piuttosto che cercare soluzioni migliori... però ho visto anche aziende che fanno il contrario assumendo e creando forza lavoro.

    Spero davvero che una nuova economia aiuti a reinventarsi chi per ora è nel silenzio e nella solitudine di una mancanza di lavoro

    un sorriso :)

    RispondiElimina
  11. purtroppo ne vedo sempre di più!

    RispondiElimina
  12. Posso capire Paolo come pochi, senza che ti spieghi perché. Ciao, buona giornata

    RispondiElimina
  13. Ne ho visti,  e quella è l'età più dura per un colpo del genere. Fulmineo ed efficace questo tuo ritratto di silenziosa disperazione.

    RispondiElimina
  14. Spaventoso, possibile che non si possa provvedere dal punto di vista legislativo per impedire queste ingiustizie (a quella età non si puo' pretendere che uno ricominci tutto da capo)

    RispondiElimina
  15. Proverò a fare un piccolo sommario con i vostri commenti, se non vi spiace, anche perchè penso di aver già espresso quasi tutto nel mio primo commento.

    Hai ragione Marinz ci sono anche aziende che in questo gram marasma che oggi è il mondo del lavoro cercano di non soccombere mantenendo o creando nuovi posti di lavoro, e anche se sono una minima parte, il loro sforzo è davvero lodevole e da prendere ad esempio.
    .. ma nonostante tanti buoni propositi, purtroppo, è vero Jardigno1965 il numero dei disoccupati aumenta in maniera vertiginosa.. e sembra non volersi arrestare, e non credo che il 2010 sarà migliore.. e poi c'è anche chi rispetto ad altri sa meglio di chiunque altro cosa significhi, come giustamente afferma nowhereman56, quando si è giovani reinventarsi forse è più facile, ma a 40 - 50 anni Turquoise penso sia davvero difficile da digerire, perché come saggiamente commenta AntonioSabino, ci vorrebbero più garanzie.. 

    a quell'età è più difficile trovare un nuovo lavoro e rimboccarsi le maniche, anche perchè si è provati anche nel fisico e non sempre si possiede la forza e la salute per farlo, e con un mutuo, una famiglia e dei figli da mantenere non si soppravvive con l'assegno di disoccupazione, mi capitata sempre più spesso di vedere al mercato del mio quartiere, padri di famiglia rovistare tra le cassette della frutta un po' andata.. e a me vedere tutto questo fa male.

    un caro saluto a tutti
     

    RispondiElimina
  16. utente anonimo7 gennaio 2010 19:12

    Ci vorranno almeno 5 anni per smaltire la crisi e benché ci siano segni di ripresa non è detto che i disoccupati non seguitino ad aumentare ancora per qualche tempo. E non è detto che le imprese non approfittino della situazione per sbarazzarsi definitivamente di alcuni, non riprendendoli nemmeno una volta superata la crisi.
    Chi subirà di più il peso di questa situazione? Ovviamente i lavoratori più anziani e, tra essi, quelli cinquantenni, che non hanno nemmeno la prospettiva della pensione in un lasso di tempo a breve o medio termine.
    Evidentemente in alto loco qualcuno ha deciso che la crisi la debbono pagare pochi anziché tanti e che alcune categorie ( quelle che possono evadere od eludere il fisco ) ne  siano totalmente indenni.
    Il tuo post è molto amaro ed efficace, alba ed hai fatto bene a farlo, altrimenti si corre il rischio di scordarci della crisi, pensando che tanto non ci riguarda, che tocca a qualcun altro...
    grazie
    Caio

    RispondiElimina
  17. utente anonimo7 gennaio 2010 19:55

    non è tanto
    e neanche quanto

    non è una questione
    di pura quantità

    anche se le cose
    sono spaventosamente
    le cose

    non è il sole
    soltanto ad essere sparito

    non è il silenzio
    nelle nostre facce

    non è l'orologio
    le cui lancette interne
    sono saltate verso un'altra calamita

    non è lo sguardo
    che non guarda

    non è la parola
    senza significato

    non è la cruda finzione
    a impasticcare tutto

    il fatto è questo:

    stranamente,
    da quando sono passati
    i licenziamenti,

    i soffitti
    delle nostre stanze
    si sono abbassati:

    camminiamo
    spalle curve
    e,

    occhi,
    perennemmente
    a terra.

    qualcuno dice:
    è la vostra follia.
    sarà pure vero.

    ma,

    nessuno di costoro,
    viene a casa nostra,
    a sincerarsene di persona.


    Transit Scarpantibus



    RispondiElimina
  18. si, amica mia bella.
    ma bisogna anche risollevarsi e farsi forza.
    e soprattutto avere tanta, tanta e....tanta fede.
    bacio.
    SANTE IL POLLASTRI

    RispondiElimina
  19. ~ Caiovibullio
    .. ma non so,di segni di ripresa io ne vedo pochi..
     il problema della disoccupazione e dei licenziamenti non è solo un fenomeno italiano ma dilaga un po' ovunque, è come una macchia d'olio si espande e coinvolge sia giovani che anziani..
    Anche un amia amica la settimana scorsa è stata licenziata, dopo 20 anni di lavoro, sono tanti .. ha tre figli, un mutuo ancora da finire di pagare e solo uno stipendio ora a farvi fronte..
    un abbraccio GGG

    ~ Transit Scarpantibus
    sono versi i tuoi che ben rendono la sensazione di smarrimento, che si deve provare a ritrovarsi all'improvviso senza le certezze che fino a poco tempo prima pensavamo di avere,  quel soffitto che si abbassa.. le spalle curve e lo sguardo basso.. hai saputo tratteggiare un quadro molto realistico
    grazie per il tuo apporto
    un abbraccio

    ~ ilritornodelre
    Hai perfettamente ragione, personalmente sono una persona che difficilmente si scoraggia o che si lascia abbattere, magari sbatto il grugno e mi faccio del male ma combatto sempre prima di deporre le armi, e se occorre mi demolisco e reinvento da capo, e ricomincio.
    .. ma per chi questa forza non ce l'ha Mauro, per quelli che riescono solo a scuotere la testa increduli e a guardare le loro mani vuote e invecchiate, logorate dal tempo, e non ce la fanno a reagire.. è difficile spiegare loro che un futuro possono ancora costruirselo se ci credono.
    un abbraccio
     

    RispondiElimina
  20. con l'esperienza personale di chi, già da ragazzino 1° di 8 figli, ha conosciuto mille lavori ed altrettante disperazioni prima di vestire la maschera finale di serenità...
    mai arrendersi!

    RispondiElimina
  21. ~ barchedicarta 
    .. ma non impossibile ^  __ ^ 
    un abbraccio e un bacio

    ~ confessiogoliae

    sai la penso come Te, mai mollare.. ma non tutti sono capaci di reagire.
    Io sono solo la  2° di tre figli, molti meno dei tuoi  fratelli/sorelle   ^ __ ^ 
    ma vengo da una famiglia che tutto quello che ha ottenuto lo ha guadagnato duramente e con il sudore della fronte, quindi ho imparato fin da piccola a reagire e non arrendermi.. 
    un sorriso

    RispondiElimina
  22. Non ci sono parole adeguate. Il senso del dolore, della disperazione di un uomo che non ha la possibilità di fare la cosa principale della vita, dopo la vita stessa e l'amore, è incontenibile. Trovare lavoro, e ritrovarlo, oggi è un'impresa spesso ai limiti del possibile. Ciò che però fa anche più male è notare come chi ha la classica "pancia piena" non si renda conto delle difficoltà oggettive, e l'inoccupato passa ai loro occhi come una persona che non si impegna veramente. Questo è ancora più triste; la mancanza di senso del reale.
    Un sorriso per una serena continuazione.
    ^_________^

    RispondiElimina
  23. Cosa potrei aggiungere a ciò che gli altri hanno già detto?

    Forse potrei dire questo
    che un uomo privato dellaa possibilità di lavorare viene colpito non solo nella sua funzione di provvedere alle proprie esigenze e a quelle della sua famiglia

    ma anche nell'orgoglio,
    viene privato della sua dignità
    in quello che da dalla nott e dei tempi (tu uomo lavorerai con sudore) è il compito affidatogli
    la sua funzione principale

    Una donna che perde il lavoro riesce a riciclarsi
    psicologicamente riesce ad affrontare meglio il problema
    un uomo arriva a trovarsi sull'orlo del baratro

    RispondiElimina
  24. ~ Keypaxx
    Hai detto una cosa molto giusta Alberto, quello che manca e rende ancora più amareggiati e proprio "la mancanza di senso del reale"
    .. la totale estraneità con cui alcune persone affrontano il problema fingendo di non vedere.. perchè ammaliati e totalmente presi dal loro piccolo mondo in cui tutto fila liscio.. e così fingono di non essere consapevoli di quello che accade loro intorno.
    grazie per l'augurio
    un caro saluto e un ^ ______  ^

     ~ harmel
    il rispetto insieme alla dignità sono i valori fondamentali della vita, e se vengono a mancare.. si finisce con il perdere fiducia e stima di se stessi..
    delle proprie capacità.. come quella appunto di poter lavorare e provvedere a quelli che sono i fabbisogni principali dell'esistenza..

    E penso anch'io che per una donna sia più facile reagire e metabolizzare, perchè spesso per gli uomini,  diventa forse anche un discorso di orgoglio.. anche se ho visto uomini rimanere a casa mentre le compagne o le mogli vanno al lavoro, e reinventarsi come genitori e casalinghi..
    un abbraccio

    RispondiElimina
  25. C'è chi quell'assegno di disoccupazione non ce l'ha nemmeno..

    Un lavoro non è solo fonte di guadagno e sicurezza economica.. è realizzazione.. e saper di essere "capaci" in qualcosa..
    Chi ha lavorato per una vita.. ritrovarsi con nulla in mano è come aver tolto il terreno da sotto i piedi..
    Questa è la vera tragedia.

    RispondiElimina
  26. ~ gabbianobianco
    il senso del post è proprio questo saggia gabbianella
    la tragedia di ritrovarsi dall'oggi al domani  a guardarsi le mani vuote e sentirsi piegati, spezzati a metà, e la sensazione di inadeguatezza che ne deriva..
    quella di un assegno di disoccupazione per chi ha la fortuna di possederlo è solo un palliativo, uno strumento per sopperire alla mancanza del lavoro e poter far fronte alle necessità della famiglia.
    un abbraccio

    RispondiElimina
  27. Immagini come queste sono un pugno allo stomaco !
    Un dolore inaudito che spezza ogni cosa...

    RispondiElimina
  28. ~ edio
    hai detto proprio bene, "un pugno allo stomaco"
    .. guarda io sono un'ottimista, ma per quanto concerne il problema della disoccupazione, non so.. la vedo dura, forse una ripresa ci sarà, chissà???
    solo il tempo potrà dircelo
    Buona domenica
     

    RispondiElimina
  29. Terribile. Ma troppo reale. Fa proprio male.

    RispondiElimina
  30. E già, dopo la salute, è uno dei miei timori più grandi. Come ha già scritto qualcuno, è difficile anche a 20 o 30 anni, ma più si sale e più diventa difficile... Però non bisogna arrendersi comunque, per quanto dura sia.

    RispondiElimina
  31. ~ sonoluce
     credo tu abbia espresso tutto con tre parole
    fa troppo male

    un abbraccio

    RispondiElimina
  32. ~ Wolfghost
    hai detto una cosa giustissima, prima di tutto la salute e per il lavoro.. speriamo davvero che la situazioni migliori
    ma arrendersi MAI  ^ __ ^

    a volte è proprio dalle situazioni più difficili, che riusciamo a trovare le risorse e le forze per emergere

    un abbraccio
     

    RispondiElimina