domenica 18 gennaio 2015

[postille]


Siamo pagine scritte, noi uomini, donne,
storie [tutte] da sfogliare...

... della vita, delle persone, amo soprattutto il minuscolo dell'opera, le note a margine, trafiletti, post scriptum, asterischi, titoli di coda, sì, insomma... tutto ciò che riferisce, illustra [racconta]. E poi, amo il garbo, indugio del carattere [procedere] sghembo del corsivo, che adagio, con riserbo [sottovoce] cerca sulla pagina bianca [nella vita] il vestito con il quale rivelarsi. Amo altresì custodire, esplorare, osservare, provare a tradurre le didascalie... il linguaggio silenzioso della vita.

Non sempre ri~conosco, e forse, è giusto così - bisogna saper cercare, altresì, però, farsi trovare... - a volte rimango un po' ferita, disillusa, ma è un buon prezzo [onesto] da pagare, quello di conceder(e)si, una possibilità.


"A sculpture by Australian artist"


"Ho visto un nido in rovina in cima a un grande albero e questa vista
era dolce come quella di un cuore che ha compiuto il suo lavoro."

~ Christian Bobin ~

14 commenti:

  1. detesto invece le note del traduttore nelle vite altrui ;)

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    1. :) quelle le detesto anche io Amanda

      alla base deve esserci sempre e comunque comunicazione, corrispondenza, chi traduce non sempre ben comprende, intende, spesso non tiene fede al testo originale, stravolge i significati, si limita come dire... ad elaborare una versione, e così, a volte, l'originale perde significato.

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  2. Continua un po' il "filone" del post precedente.... la semplicità delle persone o delle cose ne fa la bellezza più grande

    Un sorriso,
    Marinz

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    1. sì... c'è similitudine :)
      mi piace riflettere, osservare i risvolti... pieghe [spirali] della vita delle persone. dentro ognuna puoi trovarci a volte meraviglie che ad un primo colpo d'occhia sfuggono.

      ... la semplicità, il candore della vita, è sempre lì davanti a noi, portata di mano, implicita in ogni nostra espressione, gesto, basta tenderla, acuire i sensi e volerla... conceder(e)si il tempo osservare, ascoltare e tanto altro... così come bellezza, lo è altresì lo smarrimento, goffaggine [impaccio... difficoltà] che a volte deriva dall'esplorarla.

      un sorriso anche a te :)

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  3. La ricerca del significato è qualcosa che non ha fine, più si indaga e più si va nel profondo dell'essere. Fraintendersi è estremamente facile. Capirsi un'ardua impresa. Ma possibile :) Un bacio cara Elena

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    1. Sarah :)**

      concordo la ricerca del significato [senso/sensi] è infinita... proprio perchè sono talmente tante, versatili, le sfaccettature, intrecci [trame] di cui siamo fatti.. che emergono... possiamo esplorare, e nel farlo, può capitare sì, di non capirsi... spiegarsi, ma come dice Italo Calvino:

      "Se alzi un muro, pensa a cosa lasci fuori."

      se alle persone altresì noi stessi non diamo una possibilità di ri_conoscerci, esprimersi [rivelarsi] così come di riscatto nell'eventualità che possano emergere dei malintesi, fraintendimenti, non sapremo mai se e come potrebbe essere intraprendere con loro un percorso, di qualsiasi natura esso sia, amore, amicizia, lavoro. Uno dei presupposti dei rapporti, è la condivisione.. confronto, e perchè no anche lo scontro se capita, perché è da molteplici contenuti, temi [realtà] che nascono poi tutta una serie di coefficienti... che possono solo arricchirci.

      Sono tutte occasioni queste che la vita ci regala, e dovremmo sempre esserLe grati anche laddove ci bastona un pò. Siamo tante piccole tessere... ognuna con la sua storia [bagaglio] personale, e per metterli insieme tutti questi tasselli non esiste un libretto delle istruzioni, dobbiamo solo consentirci di af_fidarci, presi singolarmente manteniamo ognuno la nostra peculiarità, unicità, insieme creiamo un variegato, immenso puzzle.

      <3 baci dolce Sarah

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  4. Piccolo è bello, la nota a margine si consente di essere aggiunta, un post scrptum permanente! :-)

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    1. sì, piccolo, im_percettibile, che fa anche un po' tenerezza :) è bello

      basta affrettarsi lentamente e il "minuscolo dell'opera" che mi ha ispirato... rispecchia molto il mio modo di sentire, attraversare gli eventi, lasciarmene circondare, percorrere così come dice Daniel Pennac:

      "Perché non è il gallo a svegliarti, né il camion della spazzatura... Non è neppure la prospettiva del premio o l'ambizione di lasciare una traccia... E' l'urgenza di quel piccolo tocco di scalpello a cui pensavi quando ti sei addormentato... quella pennellata di ocra rosso all'angolo destro della tua tela, lassù in cima... Ecco cosa ti fa saltar giù dal letto! Il suono inebriante di una nota, che cambierà tutto... un non​n​ulla in punta di penna, forse una virgola, una semplice virgola... una sfumatura essenziale... il minuscolo dell'opera... una cosa da niente... solo la necessità... "

      ... e non è forse quasi sempre la necessità, urgenza, che ci spinge a cercar(e)si un po' anche negli altri, altrui parole... gesti, per provare a completare l'immagine che abbiamo di noi, per ri-conoscersi un po' di più, ed io avendo un'anima sia cenciaiola, vintage [custode] che curiosa, esploratrice [pioniera] cerco di barcamenarmi come meglio mi riesce...

      ciao Giò:)

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  5. Ogni parola nasconde una sua nobile e preziosa identità, pare che tu le conosca tutte nell'intimo, Le accudisci, le conservi, le rispetti e poi te ne ritrai con riserbo quasi temessi di cadere nella tentazione contraria di stravolgerle. Sei l'unico blogger che io conosca che persegue con tanta palese continuità un tale proposito. Ti sarei grato se volessi sostituire nel tuo blogroll il link "ingegneria dell'osmosi" con questo da cui ti commento. Grazie comunque.

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    1. Ciao Enzo, e grazie per il bel pensiero... :)

      le parole sono la mia gioia e dannazione, sinceramente non so... se le conosco o meno, sicuramente, però, mi toccano nell'intimo, mi piace esplorarne... svicerarne i significati reconditi, quelli che vanno oltre la mera definizione...

      c'è una frase di Etty Hillesum che esprime bene parte del mio atteggiamento nei loro confronti:

      "A volte vorrei rifugiarmi con tutto quel che ho dentro in un paio di parole. Ma non esistono ancora parole che mi vogliano ospitare. È proprio così. Io sto cercando un tetto che mi ripari ma dovrò costruirmi una casa, pietra su pietra. E così ognuno cerca una casa, un rifugio per sé. E io mi cerco sempre un paio di parole.

      un caro saluto :)

      p.s
      cambiato... :)

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  6. In un periodo in cui tutti detestano tutti è dolcissimo assaporare il tuo amore per l'umanità e le persone .... allora, mi dico, non sono solo....
    :)

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    1. allora direi che Siamo :)

      chiaramente... deve esserci un minimo di corrispondenza... consonanza, ma io le porte, anche se mi fanno uno sgarbo non le so chiudere [non completamente] magari a volte ci metto giusto una catenella, spioncino ^ _ ^ così... per distinguere, sbirciare un po'... valutare, ma d'indole sono incline a concedere/concedermi sempre più di una possibilità, occasione.

      mi piace risponderti altresì così, con due scritti di Nino Pedretti

      Non ditemi che il mondo è brutto, malato, ridotto in merda, il mondo ha bisogno di esser bello, anche se ti urla il cuore, anche se ti strappano le dita.

      I nomi delle strade

      Le strade sono
      tutte di Mazzini, di Garibaldi,
      son dei papi,
      di quelli che scrivono,
      che dan dei comandi, che fan la guerra.

      E mai che ti capiti di vedere
      via di uno che faceva i berretti
      via di uno che stava sotto un ciliegio
      via di uno che non ha fatto niente
      perché andava a spasso
      sopra una cavalla.

      E pensare che il mondo
      è fatto di gente come me
      che mangia il radicchio
      alla finestra
      contenta di stare, d’estate,
      a piedi nudi.

      ~ Nino Pedretti ~

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