mercoledì 17 febbraio 2010

Il Paese delle ultime cose


Fino 25 anni fa, il paese dei miei nonni, vicino a Roma, dove ho passato tutte le estati da giugno a settembre per i primi vent'anni, era un piccolo mondo antico dove il tempo sembrava essersi fermato.

Nella grande casa in pietra su due piani, al pianterreno, c'erano cinque grandi stanze, di quelle che si susseguono le une alle altre, ed in fondo un'altra piccolissima, con una minuta finestrella, il bagno, nel quale tutto l'arredamento si riassumeva in un unico elemento, il "water". Per le pulizie quotidiane si utilizzava una bacinella a forma di otto poggiata su un cavalletto, mentre per il bagno l'acqua veniva messa a scaldare in un enorme pentolone sopra il fuoco del caminetto d'inverno, e sui fornelli l'estate, poi versata in un'enorme catino. Al piano superiore si trovavano altre due camere da letto, una delle quali con un balconcino affacciato su una splendida piazzetta, la mia camera preferita. I pavimenti erano null'altro che delle grandi pietre grigie, per pulirli era sufficiente gettare un po' di acqua con il secchio e poi spazzare.

L'acqua corrente non era potabile e veniva attinta alla fontana con un'anfora di rame, sì... di quelle che somigliano tanto ad una donna un po' corrucciata, con le braccia piegate ad arco e le mani poggiate sui fianchi, quando avevo sete, dovevo solo immergere il mestolo, anch'esso di rame che era sempre lì.

Tutte le sere andavo con un mastellino di latta a prendere il latte per la colazione direttamente dal pastore, per farlo dovevo passare sulla piazza della chiesa che al chiarore dei lampioni e della luna, aveva un che di magico con il suo splendido bianco campanile quattocentesco orlato da bellissimi archi, che sembra sia stato costruito su un progetto del Bramante.

Prima di andare a letto cominciava poi la "grande caccia" e cioè un'attenta ispezione della stanza, sotto il letto, sui muri... alla ricerca di eventuali scorpioni e millepiedi, abituali, ma indesiderati frequentatori della casa.

Le giornate trascorrevano spensieratamente insieme alla comitiva, alla Pro-Loco, oppure seduti sui muretti o davanti al monumento ai caduti, a cantare e suonare la chitarra. Gli anziani del paese passando scuotevano la testa, additandoci dicevano "adda giuventù bruciata", e noi giù a ridere e cantare a squarciagola. La sera poi si facevano delle lunghissime passeggiate, e come in tutti i paesi c'era un posto speciale, segreto ma non troppo, "L'albero di..." dove noi fidanzatini ci riunivano per scambiarsi qualche bacetto.

Il mio primo bacio, l'ho dato proprio al Paese, seduta su un Guard Rail e se ci ripenso... caspiterina, ci mise mezz'ora prima di riuscire a baciarmi, e solo dopo svariate tattiche di accerchiamento ed avvicinamento, eh... eh... ci credo che il primo bacio non si scorda mai, lo sbarco in Normandia è stato meno arduo.

La casa, negli anni successivi è stata divisa, resa più moderna, ed anche il Paese è più confortevole ora, ma a me, piace ricordare entrambi come erano una volta... Quando ci vado mi emoziono sempre moltissimo, ad ogni angolo ho un ricordo, le gare di cocomero in faccia, le feste organizzate all'improvviso, senza motivi particolari, solo per stare insieme, nella prima casa libera che poi, era praticamente quasi sempre la mia, e poi, le gare a biliardo, le scorribande in macchina per andare al cinema o alle feste patronali nei paesi vicini, i calci in culo.. e tanto, tanto altro ancora...

beh, devo dire che la mia è stata proprio una bella adolescenza, scevra da vizi, balocchi costosi per passare il tempo, e soprattutto "genuina" perchè fatta di piccole cose...


* Per il titolo mi sono ispirata ad un libro di Paul Auster

95 commenti:

  1. Davvero un "dipinto" di un altro mondo rispetto al crescere in grandi città ed, ancor più, alle adolescenze di oggi...

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    1. 13:17, 17 febbraio 2010

      Io ho avuto la fortuna di poter passare tutte le mie estati nel paese dei miei nonni, dove l'adolescenza era vissuta in modo spensierato, solare e senza rischi, praticamente non c'era nulla... un cinema, un locale... fatta eccezione per una sala da bilardo che però è rimasta aperta pochissimo, figurati non c'era e non c'è tutt'ora neanche la scuola, perché l'inverno i residenti con bambini in età scolastica erano e sono pochissimi.

      Il nosto ritrovo era la Piazza, il Bar e gli altri luoghi di incontro di cui parlo nel post, a casa ci si stava solo per la colazione il pranzo e la cena, e poi via subito fuori, tutta la nostra vita era la strada, ed in più abitando tutti in quartieri limitrofi a Roma, con alcuni ci si vedeva anche durante l'anno.

      Ma ho avuto anche la fortuna di abitare fino ai 12 anni al Pigneto, un quartiere di Roma, che ora è diventato d'elite... ma ai miei tempi era un piccolo microcosmo di vita popolare, e nonostante vi abbia passato una piccolissima parte dei miei 44 anni, rimarrà sempre il solo ed unico quartiere che sento mio, tanto da avergli dedicato un post tempo fa.

      Io ho una bimba di otto anni e mezzo, e nel mio quartiere ad esempio è impensabile che lei possa giocare sui marciapiedi, andare da sola a scuola o a comprare il pane come facevo io alla sua età

      Però l'estate la porto in un piccolo paesino dell'Abruzzo dove noi siamo praticamente gli unici turisti, puoi lasciare la porta di casa sempre aperta... e Lei va e viene da sola, e anche se per poco tempo può assaporare cosa significhi vivere all'aria aperta, e in modo spensierato ^ _ ^

      ti do il benvenuto e ti ringrazio per la visita
      e che bel nick flameonair, non so perché ma mi fa pensare a qualcosa di genuino ed antico, ai sapori di altri tempi... come i miei ricordi.

      un caro saluto

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  2. bellissimi ricordi!
    e vedi?
    come una volta i nostri genitori anche noi siamo arrivate a dire
    bei tempi i nostri!
    Chissà se un giorno anche i nostri figli potranno dire la stessa cosa!

    Io sono nata e vissuta in una grande città come napoli
    il mio paese era il mio quartiere
    Un piccolo mondo in cui più o meno ho fatto le tue stesse esperienze
    magari con l'acqua potabile e senza scorpioncini
    però il gusto di stare con gli amici
    le piccole uscite
    le festicciole
    era lo stesso

    Ma erano altri tempi
    tempi che non venivano bruciati
    ma desiderati
    aspettati
    e poi assaporati!

    Alla fine quel che rimane nei ricordi
    non è ciò che avevi
    ma ciò che eri
    che ha reso possibile essere quel che sei
    ora!:-)

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    1. 21:01, 17 febbraio 2010

      E' vero sempre più spesso anche dalla mia generazione si sente dire "che bei tempi"... sul fatto che anche i nostri figli un domani possano dirlo, chissà... da come vanno le cose, dato che la società più che evolversi sembra involversi, probabilmente sì...

      ... ed è vero andando indietro con la memoria, ripercorrendo i nostri ricordi, i frammenti più vividi e nei quali più frequentemente indugiamo, è l'immagine delle adolescenti che eravamo,.. e di come si "assaporava" ma "chiaramente non faccio di tutta l'erba un fascio", mentre oggi spesso si bruciano troppe tappe, è vero, si ha fretta di crescere, sperimentare, senza però forse attribuire il giusto valore e significato a ciò che si vive.

      A volte sento, vedo come si muovono, atteggiano, parlano... alcune giovani ragazze e rimango interdetta.

      un abbraccio

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  3.  I piccoli rimangono incantati a guardare i buoi aggiogati al carro. I vecchi buoi bianchi con le code svolazzanti a scacciar le fastidiose mosche. Noi eravamo piccoli, io e Tonino, il mio fratello di latte.La balia si chiamava Nerina come la prima mucca, e il latte che mi dava non mi bastava mai.

    I piccoli ricordano il grande camino acceso, il paiolo di rame e la polenta.Ricordano la fame. I piccoli abitano mondi che gli adulti non conosceranno più..

    Ma noi ultramondini sì che li conosciamo, eccome se li conosciamo.

    Noi vieppiù li abitiamo......

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    1. 21:24, 17 febbraio 2010

      Mi piace questo tuo rimembrare, questo flash del passato e il modo in cui lo descrivi, sembra quasi di vedervi a Te e Tonino, calzoncini corti, scarmigliati, mentre vi meravigliate di fronte a dei semplici buoi intenti a ruminare l'erba. La maggior parte dei ragazzi oggi invece sono quasi tutti omologati, se non hanno la Wii, il nintendo, il cellulare .. si sentono alieni.

      Io non avevo una Balia che mi ha dato il latte come a Te, "figure bellissime ed emblamatiche" che ora non esistono più, perchè in mancanza di quello naturale si ricorre al latte in polvere, però avevo una Tata, un donnone dolce e solido allo stesso tempo, la Signora Domenica che abitava al primo piano del mio Palazzo e ci accudiva mentre i miei andavano al lavoro, ci ha dato tanto affetto e anche qualche scapaccione... ^ _ ^ ed è ancora viva, ora credo abbia circa 90 anni .

      .. e uhm.. il camino acceso, quelle volte che succedeva adoravo stare davanti al fuoco mentre si cucinava a guardare la fiamma ballare nel caminetto, sentire il profumo e il crepitio della legna, ogni tanto poi qualche piccolo tizzone atterrava sui vestiti lasciando un buco, e quando il fuoco era spento, prendevo i tizzoni ormai spenti e li usavo come gessetti.

      I piccoli abitano mondi che gli adulti non conosceranno più... quanta verità è racchiusa in questa frase, mi piace, ed io sono felicissima di averli conosciuti questi piccoli mondi antichi, non avevo tutto, come molte altre amiche/ci, ma nonostante ciò non mi è mai mancato nulla, tantomeno mi sono mai sentita deufradata di qualcosa.

      Noi vieppiù li abitiamo...... ^ __ ^

      Benvenuto Orqcie e grazie per aver condiviso i tuoi ricordi
      un caro saluto

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  4. Risposte
    1. 21:27, 17 febbraio 2010

      è vero i ricordi sono colori, sfumature del tempo... ed è molto bella questa tua interpretazione, mi piace immaginarli come un arcobaleno, o la tavolozza di un pittore

      un abbraccio

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  5. Che bel quadro :-)
    torno dopo a commentare con più calma.. :-)

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  6. Eccheidea che mi hai dato!
    baci

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    1. 21:47, 17 febbraio 2010

      il detto "ah... ai nostri tempi.." non credo sia un luogo comune di dire.Mi rendo conto che negli anni settanta quando eravamo piccole noi, c'erano forse meno stimoli, ma anche meno tentazioni...

      ... niente cellulari od ad esempio internet,che se da un lato ci ha dato la possibilità di interagire anche con persone molto lontane, ci espone però anche a dei rischi, ed inoltre con l'avvento delle nuove tecnologie, quasi più nessuno scrive lettere o cartoline, il più; delle volte le comunicazioni avvengono con un'e-mail o un sms... e Les jeux sont faits..:(

      Sai io le mie... di lettere, cartoline...le conservo tutte, compresi i biglietti di auguri, chiuse da un fiocco di raso ed ogni tanto le rileggo.

      ... e poi anche per quanto i giochi e la televisione, gli stessi cartoni animati, le bambole e tanti altri aspetti... erano privi dei troppi ed espliciti messaggi sensuali che hanno ora.

      Sicuramente il progresso ci ha consentito uno stile di vita più comodo... ?? ma a prezzo di cosa, della genuinità che possedevano le cose di un tempo.

      Guarda ragazza che mi aspetto allora un post sulla casa di tua zia e di quei tre punti sulla fronte .. :) Amo immergermi nelle reminiscenze del passato, trovo che siano un sano nutrimento per affrontare meglio la realtà, e i molteplici aspetti che nella vita a volte non ci vanno troppo a genio.

      un caro saluto

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  7. io passavo così l'estate.... comprese corse, tornei di volley, sagre di paese, pescate all'alba o al tramonto, raccogliendo angurie, lavorando in campagna, guidando trattori, tagliando legna, dormendo poco e sognando alla grande

    grazie di questo scorcio del tuo passato... e a volte penso che gli adolescenti di oggi non potranno quasi mai provare le sensazioni che si vivono in quei momenti... ora è la generazione tecnologica del "tutto e subito"

    un sorriso :)

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    1. 22:01, 17 febbraio 2010

      ora capisco perché sei così genuino e solidale... da quel che leggo anche la tua infanzia è state genuina, salutare e originale... ganzo
      anche i trattori.. ^ _ ^

      Sai anche io adoravo andare in campagna con mio nonno e mia madre, lasciavamo la macchina sulla strada e poi dovevamo cammminare circa 30 minuti giù per il versante della montagna, per raggiungere il suo fazzoletto di terra che era bellissimo.

      C'era un fontanile ed anche un piccolo torrente che scorreva vicino ad un capanno di assi e bandoni, ed io mi divertivo a cercare i sassi levigati dallo scorrere dell'acqua, ed alcuni essendo irregolari e concrezionati, somigliavano un po' a delle stalattiti e stalagmiti, a casa di mia madre credo ce ne sia ancora qualcuno in giro.

      ... e mi divertivo un sacco ad improvvisarmi contadina, una volta mi ricordo di mia iniziativa per aiutarli, ho preso la zappa per cavare le patate.. ne ho dissoterrate diverse ma decapitate...:DD praticamente avevano fatto Harakiri sulla lama, e le ho risoterrate tutte, prima che mio nonno mi scoprisse :))

      non tutti, ma i più come dici è vero appartengono alla cosiddetta "generazione tecnologica", ma spesso mi capita di parlare, vedere anche ragazzi/e ancora attaccati alle piccole tradizioni e che cercano di preservarle, e questo un po' mi riconsola ^ _ ^

      grazie anche a te per avermi parlato dei tuoi ricordi
      un abbraccio

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  8. Hai descritto un mondo ed un modo di vivere che conosco bene perché così era il mio paese e la mia vita quando ero bambino, negli anni 50.
    E nemmeno si può dire che eravamo poveri, visto che in casa c'erano due stipendi. No, era la normalità.
    La casa della mia infanzia la ricordo bene: due camere da letto, in una dormivano i miei genitori, nell'altra nonna e mia sorella, io stavo nel grande soggiorno cucina un angolo del quale era occupato da un enorme camino che aveva anche le fornacelle a carbone dove si cucinava. Il bagno era un sottoscala, dove appunto, c'era solo la tazza del water. Prima del 54 non avevamo l'acqua in casa e quindi si prendeva alla fontanella, in strada, con la "conca" di rame che faceva parte del corredo delle giovani spose del paese, assieme alle pentole, ai paioli, allo scaldaletto ecc, tutto di rame stagnato. Oggetti peraltro bellissimi, che ancora conservo. La spesa si faceva giorno per giorno, tranne l'olio, la farina, il vino di cui per tradizione c'era scorta anche perché il vino e l'olio li produceva mio nonno. Nel 54 arrivò la cucina a gas, nel 57 televisore e frigorifero insieme e l'anno successivo i miei comprarono la grande casa di pietra che ancora ho e dove, per la prima volta, potei fare il bagno nella vasca. Prima, mia madre scaldava l'acqua nel paiolo, poi la versava in un enorme recipiente semisferico di rame ( in dialetto "lavagnatora") e mi lavava lì, in mezzo al soggiorno. Ricordo una domenica mattina, si presentarono a sorpresa due distinte parenti di mamma che vivevano a Roma, le c.d. " signorine Giachetti". Io ero dentro sto recipiente, mamma aprì la porta, le salutò emozionata di vederle. Loro mi salutarono, io mi alzai in piedi contento, misi un piede sul bordo e paff, si rovesciò tutta l'acqua allagando il soggiorno! 
    Quando queste cose le racconto alle mie figlie forse nemmeno mi credono tanto sembrano loro remote o addirittura incredibili.A volte le rimprovero perché lasciano l'acqua che scorre a sproposito ma è inutile, per loro ormai è la normalità avere quattro bagni in casa, così pur avendo un'utenza di 500 litri al giorno spesso mi tocca pagare l'eccedenza all'Acea.;)
    Evabbeh, sono cambiati i tempi ed avidentemente èdiversa anche la percezione delle necessità, che ci vogliamo fare?
    Comunque alba, il paesino dei tuoi nonni somiglia così tanto al mio!:) Buona giornata:)

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    1. 22:24, 17 febbraio 2010

      Sai immaginavo che anche tu potessi avere dei ricordi simili, e chissà .magari vivendo in una realtà più piccola rispetto a quella di Roma, dove vivi... e nei dintorni, forse qualche aspetto di quelle che erano le tradizioni di una volta ancora sopravvivono.

      Mi sembra di vederla la casa della tua infanzia, per molti aspetti simile alla mia, come te provengo anch'io da una tradizione contadina, mio nonno coltivava la terra, faceva il vino e credo anche l'olio.

      Accidenti mi sono divertita a leggere della tua disavventura in salotto mentre emergi dall'acqua... solo mi chiedo ma Caio !!non ci si mostra davanti a delle signore come mamma ci ha fatti ^ _ ^

      comunque anche io quando racconto a Sofia di cose che non c'erano... lei rimane un po' perplessa, ma ha solo otto anni e mezzo e con il tempo capirà meglio, anche se proprio oggi mentre tornavamo da scuola mi fa:

      Mamma io non voglio crescere vorrei rimanere piccola ancora un po', no, no, troppo faticoso devi lavorare, sposarti, fare i figli e poi soprattutto il gioco, che poi c'è più, mica sono matta, meglio la scuola, ^ - ^ piccola, ma la sa lunga :)

      un abbraccio

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  9. anche io ho lo stesso legame con la casa dei miei nonni materni.
    la nostra casa è stata divisa tra gli eredi e resa ovviamente moderna..io sono molto legata a quel posto, ci torniamo tutti gli anni e anche durante l'anno siamo spesso lì..
    per me resta l'angolo dei miei profumo, lì tutte le cose hanno un profumo particolare :)

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    1. 22:36, 17 febbraio 2010

      Le case dei nonni... piccoli labirinti della memoria nei quali perdersi è meraviglioso.

      Anche la mia da molti anni è stata divisa tra gli eredi, resa più confortevole...? è bella, ma ha perso il suo fascino, la patina che il tempo aveva steso su quelle mura nude, quei pavimenti grossolani ed irregolari, rendendola però preziosa ed unica, anche se era semplice e spoglia di tanto fronzoli.

      Io non ci torno più; spesso come prima, solo piccole visite, però ogni volta che accade, mi piace ripercorrere i vicoli, le stradine (che all'interno del Paese conservano ancora i sampietrini), ed è; un bel perdersi tra i ricordi...ed è vero, nonostante il tempo passi, i nostri paesi conservano intatto il loro fascino e vi si continua a respirare un profumo particolare.

      un abbraccio

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  10. Eccomi.. :P Scusa, ma è stato un pomeriggio incasinatissimo... :-)
    Dicevo..:
    La vita nei paesetti di provincia ha sempre qualcosa di "magico" nascosto tra le stradine.. nelle piazze principali.. in quelle case che sanno di "legami familiari" anche solo a vedere da fuori..

    I miei nonni materni sono nati in un paesino in prov. di Agrigento.. e ogni volta che ci tornavamo da piccola respiravo odori che non ho più sentito..

    Capisco cosa vuoi dire.. anche se non ci ho vissuto.. non era solo la vita diversa.. erano anche i luoghi che un po' sembravano fuori dal mondo..

    Io sono una sostenitrice del progresso.. non ho mai nostalgia dei vecchi tempi.. ritengo che ogni giorno ed ogni tempo porta con sè le sue gioie ed i suoi affanni..  ma vuoi mettere scrivere una lettera al tuo amore lontano.. piuttosto che poterlo vedere tutti i giorni in webcam??  :-))

    Eccala là.. mò passo per guastafeste.. eheh..

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    1. 22:43, 17 febbraio 2010

      gabbianobianco 1 e 2 :))
      scommetto che ognuno di noi tra i trenta e i quarant'anni possiede un quadro simile custodito dentro di sè ^ _ ^ e riguardo allo scusart, uhm... ci devo pensare su un po'... :))

      E' vero, nei paesetti tutto assume una dimensione più vera, genuina e armonica, chi come noi ha avuto la fortuna di avere dei nonni che possedevano le loro radici in uno di questi... deve ritenersi veramente fortunato per aver respirato quegli odori di cui parli...

      Io ci passavo tutte le mie estati, ed inoltre prendevo la corriera insieme ad una mia amica e ci andavo spessissimo anche d'inverno, durante i fine settimana.

      Caratterialmente però un po' nostalgica... e anche come te penso che ci sia del bello, e forse ancora qualcosa di autentico in tutte le generazioni che si susseguono... quel mondo mi manca, anche perché ho come l'impressione che il progresso a volte tenda a travolgere e stravolgere tanti piccoli equilibri, oasi, tradizioni... che dovrebbero invece mantenere intatta la loro purezza e semplicità.

      Sai una volta mia figlia mentre le raccontavo... pensa che quando Mamma era piccola come Te, non c'era questo o quello, mi ha chiesto: "a tu i dinosauri e il Big Bang li hai mai visti dal vivo..:DDD

      guastafeste, giammai, e poi tu con quella faccina lì puoi dire quello che vuoi

      un abbraccio

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  11. Io amo leggere questi racconti di vita, perché mi ci riconosco.
    Io stessa qualche mese fa ho scritto un post (o forse più d'uno) sulla mia casa d'infanzia.... e parecchie particolari si assomigliano!!!
    Bello, bello, bello!!!
    Bacioni cara!

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    1. 23:01, 17 febbraio 2010

      vedo che abbiamo più di una passione in comune, anche io mi nutro di sensazioni, emozioni, ricordi... e dato che sono anche molto curiosa ^ _ ^ cercherò nel tuo blog i post di cui parli, per fare un tuffo nel passato...

      grazie, grazie, grazie
      un bacione a te

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  12. fortunata ad avere avuto un mondo antico - e a(ute)ntico.
    Piccole cose, ricordi, preziose memorie.
    Lacqua, i muretti, le piccole cose.
    sono piccoli quadri che teniamo appesi nel cuore, da riguardare per sorridere. per alleviare le giornate piene di niente, piene di comodita' che non fanno ricordo, solo sterile praticita'.

    Ch

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    1. 22:05, 18 febbraio 2010

      bello il gioco di parole antico ~ a(ute)ntico ^ _ ^
      sì, devo dire che forse rispetto ad altri sono stata molto fortunata, perchè sia al paese che nel quartiere dove abitavo da piccola, tutto era a misura di bambino, genuino e senza troppi pericoli.
      Sono ricordi che custodisco teneramente e nei quali ogni tanto mi piace crogilarmi e cullarmi.

      un abbraccio

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  13. Risposte
    1. 22:06, 18 febbraio 2010

      Sim e harmel

      mille grazie, a voi auguro buona serata :))
      un abbraccio

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  14. Passare da te è sempre bello...

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    1. 22:07, 18 febbraio 2010

      ti ringrazio ^ __ ^ un abbraccio

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  15. me la ricordo la bacinella  forma di otto....

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    1. 22:08, 18 febbraio 2010

      mi piaceva molto sai la bacinella a forma di otto, ma accidenti se non stavi attento e perdevi l'equilibrio... ^ - ^

      un caro saluto

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  16. sono proprio questi ricordi genuini, che ci permettono di apprezzare quello che adesso possediamo...
    che a ben guardare non ci rende molto più "ricchi " di allora...

    un abbraccio...

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    1. 22:12, 18 febbraio 2010

      concordo pienamente, e sai considerata la mia infanzia e la mia adolescenza, i miei ricordi... che son tanti e ricchi di sfumature, credo di poter affermare in quanto a "ricchezza" che sono miliardaria ^ _ ^

      un abbraccio

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  17. ciao carissima, finalmente ho un attimo di tregua dal lavoro!!! Io l'estate andavo in campagna con tutta la famiglia. Mi ricordo che c'era il forno a legna per cuocere il pane e la pizza, un macchingegno per fare la passata di pomodori, un altro per mettere i tappi alle bottiglie, un fusto in cui le bottiglie bollivano per ore, un pozzo al quale attingere l'acqua ma che era inavvicinabile per noi bambini, la sorgente per l'acqua potabile, i letti con quattro o cinque coperte (non esistevano mica i piumoni di oggi!)...che ricordi mi ha smosso il tuo post...bello bello bello!!!

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    1. 22:16, 18 febbraio 2010

      ... non ricordarmi i pomodori, ci si alzava la mattina prestissimo per poter passare~tappare e poi bollire, dai due ai tre quintali di pomodori, una vera e propria catena di montaggio, e guai a chi si defilava... :))

      e poi le coperte, che mi hai ricordato... ^ - ^ vero erano talmente tante che praticamente rimanevi immobile sotto il loro peso, diventavano una specie di sarcofago.

      grazie a te per aver condiviso qaulcuno dei tuoi ricordi
      un caro saluto

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  18. gusto e brama di preziosissime cose semplici...come la complicata giovinezza.
    bel quadro...

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    1. 22:18, 18 febbraio 2010

      una trama assai preziosa...quella intessuta con i nostri ricordi, senza prezzo e di inestimabile valore :)

      un caro saluto

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  19. il nostro luogo d'incontro era un ponticello (al puntìn)... chi non riceveva l'invito a trovarsi lì, era fuori dal giro.
    e le sere d'estate... le passeggiate fino "all'inguriera", una casotta in legno dove vendevano fette di cocomero e di melone a poco prezzo, con un juke-box sgangherato in un angolo che non taceva mai....
    e poi le scampagnate fino al funtanìn, un fontanile d'acqua sorgiva dove ci si cimentava a bere con le mani a coppa....
    ma quanto tempo è passato.... un secolo?
    buonanotte cara, grazie per avermi daato l'opportunità di ricordare.

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    1. 07:28, 19 febbraio 2010

      sospiro ^ _ ^ un ponticello che meraviglia... immagino l'atmosfera romantica che doveva regnarvi, stasera me lo voglio sognare ^ _ ^ e trovo bellissimo anche il punto di ritrovo dove potevate mangiare l'anguria ed ascoltare la musica

      sai che adoro i juke-box, sapessi quanto mi piacerebbe possederne uno, "altro sospiro" :) e tu mi dirai, e che te ne fai di un juke-box dentro casa...?? faccio il pieno di emozioni.

      Mi hai fatto venire in mente inoltre, che anche al mio Paese c'era e credo ci sia ancora un fontanile dove a volte andavamo, ma riuscire ad avvicinarsi però; non era molto facile...era dominio assoluto delle pecore e delle mucche, in realtà sono passati solo un paio di decenni... ma volte mi chiedo?

      possibile che davvero in così poco tempo la società, il modo di rapportarsi ~ relazionarsi, occupare il tempo libero, divertirsi... sia davvero cambiato tanto??

      grazie per lo scambio reciproco di ricordi, mi piace farli anche un po' miei ^ _ ^
      un abbraccio

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  20.  mi hai ricordato le mie estati a campotosto e col tempo che fa e l'umore che gira, mi ha fatto bene. un bacio, alba. e grazie. manu

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    1. 12:13, 19 febbraio 2010

      ...ci sono stata una volta tantissimi anni fa a campotosto, bellissimo posto, devi aver passato delle estati davvero magnifiche lì, effettivamente oggi il tempo non aiuta l'umore e sembra sarà così tutto il giorno, ma ti auguro di tornare presto in ottima forma...

      un bacio

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  21. Davvero interessante questo tuffo nella memoria, le tue descrizioni mi hanno generato una lunga serie di ricordi sul mio passato. Bello.

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    1. 12:16, 19 febbraio 2010

      immergersi e riemergere dal passato è sempre una gran bella cosa, i sapori, le tradizioni posseggono un immenso valore intrinseco, e vanno custodite e tramandate... ed io spesso racconto a mia figlia...

      C'era una volta... ^ _ ^

      un caro saluto

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  22. è proprio così che ho cominciato a scrivere aprendo un blog, con l'idea di fermare delle immagini-mie...begli scatti Alba, come sempre "veri"...

    millebaci :-)

    Mrs QT

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    1. 14:12, 19 febbraio 2010

      me lo ricordo sai il tuo racconto.. ^ - ^ parlava se non sbaglio di un campeggio estivo, quanto mi sono divertita a leggerlo :) e
      c'era una canzoncina, filastrocca bellissima, riguardo agli scatti... grazie sarà che amo la fotografia, da grande volevo fare la fotoreporter

      mille baci anche a Te pazzerellona e un
      un abbraccio

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  23. Amarcord... la casa dei tuoi nonni mi riporta a quella dei miei, in Sicilia. Anche lì niente acqua corrente (ma ti parlo degli anni '60, quelli della mia infanzia!), niente luce, una vita essenziale che poi ho rivissuto solo di rado, per scelta, in vacanza. Sono ricordi che si scavano dentro di noi una nicchia inespugnabile e incancellabile, che restano vivi ogni volta che li rievochiamo, perché hanno creato archetipi di una vita elementare, quasi esemplare, che a volte rimpiangiamo come delle felicità perdute. Un caro saluto

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    1. 14.21, 19 febbraio 2010

      ... che poi la Sicilia come atmosfera è sicuramente più caratteristica, e anch'io in vacanza spesso ho scelto di rivivere tali sensazioni. Mi ricordo che una volta in Grecia (parliamo di 15 anni fa.. quindi poco) con mio marito, a Lipsi, cosiddetta la perla dell'Egeo, siamo andati in un campeggio libero, praticamente era una spiaggia di fronte ad una splendida Baia, dove non c'era nulla... neanche i bagni e la doccia...

      ... si andava dietro i cespugli, e per lavarsi bisognava attingere l'acqua da un pozzo con il secchio e l'acqua era gelida, e poi come ti eri bagnato, iniziava spesso a soffiare il meltemi :) e ti ritrovavi insabbiato...

      Per mangiare c'era solo una casetta con qualche tavolo, ma si doveva cenare prima che tramontasse il sole, perché non essendoci corrente elttrica la vecchietta che cucinava, poi non vedeva nulla e così mangiavamo alla luce di una lanterna ^ _ ^

      Mi piace la metafora che usi "una nicchia..." perché è proprio così,è un po' la nostra "Isola del tesoro" e la mappa per poterci arrivare... la conosciamo solo noi.

      un abbraccio

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  24. 'giorno Alba!

    ho letto il commento di ioloso
    io le conserve le facevo in appartamento!
    ma mi divertivo da morire!
    Mia mamma ci afceva infilare nei colli delle bottiglie i pomodori tagliati a filetti
    e vai a sbattere la bottiglia per farli scendere giù..alla fine le mattonelle della cucina erano tutte picchiettate di sugo di pomodoro!
    Un paio di giorni di fuoco e fiamme
    una gran faticaccia
    però c'era un profumo di pomodoro e basilico per casa !! :-)

    Avendo ora molto spazio esterno
    e avendo trovato in questa casa un gran bruciatore di gas
    conto questa estate..salvo impedimenti come è avvenuto l'anno passato
    di poterle fare 'ste conserve!:-)

    buona continuazione

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    1. 14:32, 19 febbraio 2010

      ...>in appartamento doveva essere un dramma.. @.@ noi ulizzavam la cantina che era o meglio è enorme, e i fusti li mettevano a bollire lì vicino su un fazzoletto di terra adiacente alla casa, preparavamo sia la conserva, che i pelati aggiungendo in ogni bottiglia qualche fogliolina di basilico, e mi ricordo che alla fine della giornata le mani erano di un bianco candido...

      ... abbiamo continuato a farli fino ad una decina di anni fa, poi ora sia io, mia sorella che mio fratello, tra il lavoro i figli, per i miei farli da soli, sarebbe troppo pesante, ma come rimpiango quel sapore genuino

      L'estate però nel paesino dove vado in Abruzzo mi rifaccio, perché spesso me ne regalano qualche bottiglia, ed essendo gli unici turisti ed andando lì ormai da sei anni, ci hanno in un certo senso adottati.

      uhm. .. attenta Harmelita, perché allora quest'estate se fai i pomodori, ti piombo in casa e vengono a fregarmi un po' di bottiglie :)
      un bacio

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  25. Da piccola con mia nonna facevamo le conserve di pomodoro.. ma crescendo son diventata troppo "comodista" per fare tutta sta gran faticaccia.. per di più in appartamento..
    Così ora si ritrova a farne qualche bottiglia da sola di tanto in tanto d'estate per "usarla nelle occasioni" :P

    Però devo dire che quando mangio da lei è qualcosa di spettacolare.. :-) I miei figli l'adorano e non perdono occasione per dirglielo! :-)))

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    1. 15:35, 19 febbraio 2010

      la differenza cara gabbianella è notevole.. e rimpiango assai quel sapore unico e genuino delle conserve fatte in casa, sai l'unica che mi soddisfa tra quelle che si trovano in commercio e quella della "M...i" lo metto puntato il nome, perchè con la fortuna che mi ritrovo, non vorrei essere accusata di pubblicità occulta.. :)

      un abbraccio

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  26. le conserve di pomodori le fa ancora mia madre, come le faceva mia nonna.
    solo quest'anno abbiamo evitato perché ne erano rimaste dall'anno scorso.
    per mia madre sono una sacralità, lei ne ha un quintale e mezzo all'all'incirca..io voglio sempre evitare perché si sporca, si spende ed è una faticaccia.
    alla fine non è meglio comprarla quando serve?
    mia madre mi fa sorridere quando dice "figlia mia, come CCCi chiudiamo tutto l'inverno senza provvista???"
    eggià perché poi anche il supermerato chiude :))))
    ammetto che rappresentano una bella tradizione e ricordo quando da piccola volevo fare tutto io..e poi il sugo è più profumato.

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    1. 15:39, 19 febbraio 2010

      'ando' sta che abita tu madre...?? ^ __ ^ no così; tanto per sapere... :)) noi ne facevamo forse due quintali, un quantità abnorme, ma piccerella!!! come sarebbe a dì so' meglio quelli che compri, dissacratrice di ricordi sulla conserva di pomodori:) vabbe' te la abbuono e ti perdono perché sei piccerella ^ __ ^

      e poi ti sei ripresa sul finale

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  27. siamo calabresi noi :))
    non sono più buoni ma sono più comodi :)))

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  28. Un giorno dovrò capire come diamine, tecnicamente, si riesca a fare quel "continua a leggere" con il testo rimanente nascosto sotto.
    -__________-
    Ho avuto due tipi diversi di nonni (come tutti); quelli materni e quelli paterni.
    I nonni paterni erano agli antipodi di quelli materni, per concezione di vita e per locazione geografica. Se i paterni stavano in campagna, i materni stavano in città.
    La tua ispezione prima del sonno mi ricorda le avventure in campagna, cosa che ancora oggi si ripete, pur senza il patrimonio dei gran-père.
    La genuinità della adolescenza sta alla base di quello che raccogliamo nel nostro futuro.
    Un sorriso per un sereno fine settimana.
    ^___________^

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  29.  Il paese delle ultime cose è un libro che ho amato molto. 

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  30. nessun prodotto in commercio eguaglia il profumo del pomodoro fresco imbottigliato!
    manco la Mutti ! :-)
    eccallà..l'ho detto io!!!:-PP

    buona notte

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  31.  una collana d'antiche perle, quella dei posti del ricordo; sempre lucente quando splende delle gioie d'allora, quando restano gli incanti, senza vincolarci ma solo come piccole luci che lasciano ridere gli occhi che guardano.
    E' bello che tu l'abbia condiviso!
    un caro saluto

    Lila

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  32. Gli scorpioni nelle case con le pietre a vista sono una costante e so cosa vuol dire darsi alla caccia grossa: a ripensarci mi vengono ancora i brividi!
    Bellissimo post, pieno di ricordi positivi e sereni, come il primo bacio stile sbarco in Normandia... Sei riuscita a creare immagini palpabili, visibili. Mentre ti leggevo mi sembrava di essere lì con te, ancora ragazza che canti a squarcia gola. L'infanzia dovrebbe essere un momento della vita sereno per tutti i bambini.
    Una buona giornata, carissima!

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    1. 17:07, 20 febbraio 2010

      .. ero terrorizzata dagli scorpioni, a volte ce ne erano di così grossi, li prendevo con le molle del caminetto e li buttavo di sotto, perché anche solo l'idea di schiacciarli... :((( e ti prego non farmici ripensare, accidenti se ha dovuto sudare per riuscire a baciarmi

      ti ringrazio Elisino, ed è vero l'infanzia dovrebbe essere un periodo di spensieratezza, gioia e armonia per tutti i bambini...

      un abbraccio e buon week ^ __ ^

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  33.  ~ jardigno
    .. caspiterina ed io che invece pensavo impeditissima......
    grazie ^ __ ^


    ~ piccerella

    concordo più comodi peccato prdano in bontà.. ^ _- ^

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  34. ~ Keypaxx
    è facilissimo basta in serire nel post all'altezza di dove vuoi compaia l'interruzione il codice   --br--  (trattino trattino br trattino trattino)
    però nell'anteprima l'interruzione non compare, solo dopo che hai pubblicato il post.

    Aver avuto dei nonni sia cittadini che campagnoli ti ha consentito di poter vivere entrambe le realtà, e riguardo alle cacce.. brrr.... a me piace molto il campeggio e anche se ora sono anni che non vado più mi ricordo che prima di addormentarmi ispezionavo accuratamente la tenda,e si capita di fare un pic-nic ispezione accuratamente l'area  ^ __ ^
     ^ __________  ^ anche a Te
    buon weekend

    RispondiElimina
  35. ~ VedovaScalza
    Paul Auster
    è insieme ad molti altri uno dei miei autori preferiti e 
    "Il paese delle ultime cose"
    è davvero fantastico, felice che tu lo conosca la maggior parte delle volte quando lo nomino,  quasi nessuno sa chi è
    benvenuta
    un caro saluto 

    RispondiElimina
  36. ~ harmel
    i sapori genuini è vero non possono essere in nessun modo replicati..
     per quanto ce ne possano essere in commercio alcuni migliori di altri
    e brava.. tranquilla le arance te le porto io ^ __ ^
    un abbraccio
     

    ~ Lila
    i ricordi paragonati ad una collana di perle antiche è davvero sublime, i ricordi fanno parte del nostro vissuto, sono preziosi ei ci rendono sia nel bene che nel male ciò che siamo e per questo vanno custoditi
    grazie per il tuo bel commento
    un abbraccio

    RispondiElimina
  37. Io coi nonni sono andato alla grande perché tranne il papà di mia madre ( che morì a 24 anni) ho conosciuto due nonne, un nonno, due bisnonne e un bisnonno. In più tutti i fratelli e sorelle dei nonni, che erano tanti ed alcuni erano ancora vivi fino a dopo il 2000.
    La stagione delle conserve al paese era incredibilmente operosa. Mica si facevano solo le bottiglie ed i barattoli di pomodoro!
    Ma c'erano i fichi secchi, le mele secche i pomodori secchi e tutte le altre cose che si possono fare sott'olio.
    Beh, da alcuni anni avendo le comodità al casale sono tornato a fare anch'io le conserve e i sughi in barattolo ed esclusivamente con i pomodori e i condimenti che produco io. Compro solo il sale!;)
    E poi faccio le marmellate ( quella che mi viene meglio è con le mele cotogne)
    E infine (ma shhhh) con l'aiuto di Nicolae faccio le grappe. Oddio, lui è rumeno e le fa con qualsiasi cosa capace di fermentare ma io assaggio esclusivamente quella di vino e quella di pere.
    Ciao:)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. 17:14, 20 febbraio 2010

      Io ho conosciuto entrambi i nonni materni, la nonna paterna e una bisnonna materna, e varie bis-zie, quindi posso dire di essere fortunata:))

      Da noi la stagione per fare le conserve era per disposizione comunale i primi di settembre, durante l'estate "piena" non era permesso farli, per via della molta acqua che serviva per lavarli.. ecc..

      Bello che tu riesca a fare ancora le conserve, marmellate... magari se mi dici dov'è il casale, un giorno che mi trovo a passare da quelle parti vengo a darti una mano... a razziarle :DD

      e... ma sei pazzo ad affermare una cosa così pubblicamente, ma non lo sai che ogni tanto sul mio Blog mi fa visita un'ispettrice ^ _ ^

      un caro saluto

      Elimina
  38. ~ Orqcie
    ^ ___  ^  sono comunque dei bellissimi ricordi
     in fondo, miei.. tuoi.. suoi.. non ha importanza.. nel momento in cui li condividiamo diventano un po' di tutti.

    .. e spesso la linea di confine tra realtà e immaginazione è talmente sottile da diventare quasi inesistente, e i due mondi si fondono insieme in uno solo rendendo tutto più intrigante ed affascinante.

    Sapessi che viaggi mi faccio io, penso di aver viaggiato più con la fantasia che nella reltà, sono stata in un sacco di posti in questo modo.. partendo semplicemente con la mente .. ^ __ ^

    ti ringrazio per i tuoi commenti e il complimento, e naturalmente
    "Mi casa es tu casa "

    un abbraccio e buon weekend

    RispondiElimina
  39. ah, è assai vicino a Roma e a cominciare da Pasquetta spesso ci facciamo belle tavolate, fino a 40 persone.. Due anni fa ho fatto costruire un forno artigianale bello grande. Ci mette un paio d'ore a scaldarsi ma una volta caldo cuoce tutto: arrosti, pane,  pizza,  dolci.
    Quindi se ti va di venire con la tua famiglia non ci sono problemi.
    Comunque, per la tranquillità della tua ispettrice: la grappa si può fare, basta non esagerare con le quantità;)

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    Risposte
    1. 17:23, 20 febbraio 2010

      deve essere davvero un bel posto, per creare delle occasioni dove potersi riunire con familiari ed amici all'aria, e grazie per l'invito, per la grappa basta moderarsi anche nel berla, pero' ^ _ ^

      un caro saluto

      Elimina
  40. Quello che ti dicevo io è prima di quelli che hai letto, il 22 novembre per la precisione. Parla proprio degli oggetti di un tempo e della vita com'era.
    Come puoi ricordare tutto... ne leggiamo tanti, ne commentiamo tanti... non si può ricordare tutto!!!
    Ciao, e grazie!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. 08:34, 21 febbraio 2010

      accidenti me lo avevi anche detto:((
      ma il tempo di arrivare al tuo Blog... e tanto per rimanere in tema, nei miei ricordi... novembre si è trasformato in dicembre.

      un abbraccio

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  41. ho sempre vissuto in città...quanta serenità traspare da questi ambienti.
    Felice fine settimana mia cara :))

    RispondiElimina
    Risposte
    1. 08:37, 21 febbraio 2010

      effettivamente avere avuto la fortuna di poter spezzare almeno l'estate... lasciandomi la vita cittadina alle spalle, è stata una grande fortuna, altrimenti chissà, forse non avrei mai assaporato certe tradizioni e respirato queste atmosfere...

      un cara saluto

      Elimina
  42. Bellissimo, davvero molto bello.

    Un abbraccio
    Baol

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    Risposte
    1. 08:39, 21 febbraio 2010

      i nostri ricordi chissà perché son sempre belli, forse perché la patina del tempo, stende su di loro un po' di magia...

      un abbraccio

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  43. Si, ho visto... grazie per la info tecnica.
    :)
    I nonni vanno tenuti cari, per chi ancora li ha...

    RispondiElimina
  44. Penso che ai ragazzi farebbe bene ritrovare delle adolescenze così... oggi sarebbero molto più sereni.
    Bellissime immagini
    kokeicha

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  45.  ~ cosimopiovasco
    ti ringrazio per aver apprezzato il mio racconto, ed è vero mi ritengo molto fortunata per aver avuto la possibilità di vivere una realtà.. un'adoloscenza così genuina, semplice e spensierata..

    In fondo 15 anni in più di me non sono poi molti..  anche se mi rendo conto che il tempo scorre in fretta e che bastano pochi anni perchè tutto cambi vertiginosamente.. .. sai il pitale sotto il letto lo tenevamo anche noi pur avendo il bagno in casa,  per non essere costretti ad alzarsi la notte e disturbare chi dormiva nelle stanze che lo precedevano.

    Molto belli anche i tuoi ricordi, il bagno in cortile.. tutto sommata romantica l'assenza della luce.. il telefono..  ^ __ ^  grazie per averli condivisi

    il piacere è reciproco, benvenuto e grazie per avermi fatto visita
    il tuo nick però non mi è nuovo.. ho come l'impressione che forse ci siamo già incontrati tempo fa.. e poi evidentemente persi nei meandri di splinder
    un caro saluto

    RispondiElimina
  46. ~ Keypaxx
    .. è vero i miei ormai non ci sono più, mia figlia però ha la fortuna di averli ancora tutti e quatrro
    un caro saluto


    ~ kokeicha
    sicuramente apprezzerebbero meglio ciò che li circonda abituati come sono ad avere spesso tutto e subito, io a mia figlia l'estate le faccio assaporare queste sensazioni, andando in vacanza in un paesino dove lei può uscire da sola e giocare tranquillamente in mezzo la strada e mangiare cose genuine e fresche
    un abbraccio

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  47. io da piccola ero stata a lungo in italia...in lombardia
    purtroppo tornandoci poco tempo fà ho trovato cose che
    mi hanno lasciata perplessa, scritte su muri contro gli
    stranieri, odio e superficialità...

    il tuo racconto mi ha fatto ripensare ai tempi in cui dire
    italia era ancora motivo di orgoglio ..il fatto di leggere
    persone come te mi fanno sperare che qualcosa viva
    ancora sotto tutte queste tonnellate di ingiustizie e di
    follia che vive l'italia oggi, spero ogni giorno che le
    persone belle come te si moltiplichino e che gli altri
    quelli che l'italia l'uccidono si estinguano....

    ho vissuto pure io in un paesino poi da grande in toscana come quello che descrivi e mi ricordo una signora che gridava da sotto il balcone dove abitavo,

    signorinaaaaaaaaaaaaaaaaa
    le ha scritto l'  su babbooooooooooooo
    me l'ha detto il postinooooooooooooooo
    corrrrrraaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

    a quei tempi la gente era ancora capace di amare....

    saluti cari....

    linn


    RispondiElimina
  48. Quindici anni sono un abisso generazionale, maxime quelli che abbracciano gli anni '50, all'alba del boom economico...
    Da piccolo ho vissuto l'ambiente che anche tu descrivi, e non solo a casa dei nonni, ma eziandio in casa mia... e giusto quand'ero ragazzino in ogni casa (anche nella mia) arrivarono il frigorifero e la teleselezione, la radio e la TV, l'automobile e il riscaldamento centralizzato...
    Anche a me il tuo nick è familiare da tempo, credo per la frequentazione di più d'un amico comune... ma non ricordo d'averti mai vista commentare da me, né di aver commentato da te prima d'ora... vorrà dire che rimedieremo adesso...
    Un sorriso, tuo
    Cosimo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. 19:23, 23 febbraio 2010

      quindici anni sicuramente fanno da spartiacque tra due generazioni ben differenti... anche se le similitudini sono molte, pensa che io non ho avuto il riscaldamento in casa fino al 1977-1978

      Nella prima casa dove abitavamo c'era solo una stufa a cherosene nell'ingresso proprio davanti al salotto, e la sera quando faceva molto freddo sedevo lì... accanto per guardare i cartoni animati, ed era così bello starsene con la schiena poggiata lì, e la televisione era in bianco e nero...

      ... e prima che mio padre comprasse la prima macchina ed arrivasse mio fratello, giravamo spesso in quattro sulla vespa, è il ricordo più bello che custodisco di quando ero piccina, noi quattro sulla via Casilina che a quei tempi era a doppio senso, mia sorella in piedi tra papà e il manubrio, ed io dietro seduta tra papà e mamma.

      riguardo al tuo nick non mi sbagliavo, sono andata indietro... a cercarti tra i miei vecchi post perché ero sicura di non averti letto solo tra i nostri contatti comuni, e ti ho trovato ^ __ ^<

      Ci siamo incontrati a settembre, tu hai commentato un mio post del 21 per l'esattezza "Una canzone per Bobby Long", purtroppo non ho avuto il tempo di cercare il mio commento tra i tuoi, ma era un post in cui parlavi non mi ricordo di quale cantante morto precocemente... ed io commentai dicendo qualcosa del tipo che nel mondo della musica diversi cantanti ed artisti sono stati delle meteore.

      Normalmente quando mi capita di scovare nuovi blog o utenti, sono solita aggiungerli tra i miei preferiti per poi seguirli, ma se non lo faccio subito poi mi dimentico.. e questo spiega forse perché poi ci siamo persi, vorrà dire che recupereremo, dato che ora ti ho inserito tra i miei link

      un caro saluto

      Elimina
  49. ~ linnn
    ti ringrazio molto per la considerazione che hai di me.. essere definite delle belle persone è uno dei complimenti più belli che si possano ricevere.. ^ ___  ^
    ..
    purtroppo anche l'italia è molto cambiata e non è più un'isola felice come lo era forse 30 ~ 40 anni fa, pero' ti assicuro che ci sono ancora delle piccole oasi dove l'amore per le piccole cose e le tradizioni ancora sopravvivono..

    e che a differenza di quanto si pensi c'è ancora una percentuale non trascurabile di persone che sperano e desiderano un cambiamento

    bellisssima la frase che ti avverte dell'arrivo del postino
     e poi sai io ho origine lombarde da parte del mi babbo.. 

    un abbraccio


     

    RispondiElimina
  50. Hai ragione tu, ovviamente... avevi commentato il mio post su Jimi Hendrix, ed io ero passato a ricambiare la visita, come faccio sempre coi nuovi visitatori; purtroppo ero capitato su un post dove parlavi di un film di cui non sapevo nulla, quindi mi dovetti limitare a un commento generico...
    Bella memoria, complimenti!
    Bacioni, tuo
    Cosimo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. 20:45, 23 febbraio 2010

      esatto, era Jimi Hendrix, mi ero riproposta di cercare il mio commento da te ma mi hai battuta sul tempo ^ __ ^ è vero, è andata proprio così... mi ricordo che commentai quel post e tu ricambiasti la mia visita, ma poi ci siamo persi.

      La mia memoria in realtà; non è che sia poi così solida Cosimo, è che anche se siamo in tanti qui su splinder, io ho aperto il mio Blog solo da nove mesi... e quindi riesco ancora a ricordarmi dei nick e blog che che ho visitato, evidentemente era destino che i nostri blog si incontrassero nuovamente :)

      buona serata

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  51. io mi ricordo certe arrampicate sugli alberi!!!

    ciao.

    volovivace

    RispondiElimina
    Risposte
    1. 08:35, 25 febbraio 2010

      :)) ma lo sai che anche io mi arrampicavo sugli alberi... eh sì, a volte mi comportava da maschiaccio

      un abbraccio

      Elimina
  52. Si, hai detto bene un'infanzia genuina,pulita, un poco ingenua. Io ritengo fortunati chi ha vissuto l'infanzia di quei tempi, inoltre posso dire che ho ricordi simili ai tuoi quando pure io andavo dai miei nonni, solo che da loro ci stavano dei topolini che giravano tra le intercapedini dei muri essendo una casa di campagna e avendo i concimi per polli e altri animali. Mi ricordo che di notte li stavo ad ascoltare rosicchiare con gli occhi sbarrati. Riguardoil mio primo bacio non è stato un evento storico come da te descritto eheheh....ma piuttosto lo abbinerei come al primo sbarco sulla luna..... (e come tempi ci siamo vicini)  ^-------^ Ha ragione la luna vista la prima volta non si scorda mai.
    Un caro saluto e infinite grazie per questa meravigliosa lettura nei ricordi.
    Max

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    Risposte
    1. 08:23, 26 febbraio 2010

      ti diro' forse è stata proprio la nostra genuinità ed ingenuità; a preservarci un pochino... e la preferisco assai alla disinvoltura che molte adolescenti oggi mostrano, bruciando tappe come se fossero medaglie da esibire.

      me li ricordo anche io sai i topolini che a volte facevano rumore nelle intercapedini, spesso come spegnevi la luce, iniziava la loro febbrile attività, riguardo al primo bacio... ehm penso di essere un caso patologico

      grazie anche a te per aver contribuito come gli altri a condividere i tuoi ricordi con noi

      un abbraccio

      Elimina
  53. un baciotto. :-))

    Fra un quarto d'ora sarà marzo.. :-) Felice nuovo mese!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. 07:41, 1 marzo 2010

      un detto dice "Marzo asciutto, e april bagnato.." a giudicare da mi sa che si sono invertiti le parti

      un abbraccio e buon felice mese anche a te

      Elimina
  54. ~ setteanelli
    ..i ricordi legati all'infanzia hanno sempre un qualcosa di magico, forse perchè le piccole cose che abbiamo vissuto durante l'infanzia o l'adolescenza, con il passare del tempo assumono più valore e si impreziosiscono.. come fossero un pezzo di antiquariato
    un caro saluto

    RispondiElimina

  55. che bel modo di conoscerti :)

    ti saluto qui, tra questi ricordi ma torno ... quella tarantola mi ha già incantata

    un sorriso


    RispondiElimina
  56. ~ sisempre
    immergersi nei ricordi del passato è una cosa che adoro fare di tanto in tanto, perché i ricordi sono una delle cose più belle che possediamo 
    ti ringrazio per la visita e per averli apprezzati
    un caro saluto e un ^ ___ ^ anche a te

    RispondiElimina