Ci sono momenti, in cui, le Parole si confondono... sgualciscono... e così camuffate, diventano difficili da percepire ~ decifrare, perché l'intelaiatura, il delicato reticolo che le incoraggia, esaudisce, sostiene e nutre, suffragato essenzialmente dalla miriade di sensazioni ed emozioni che pullulano dentro di noi, illanguidisce, si ottenebra un po'... le Parole, diventano quindi impercettibili come lieve sussurro... non riescono più ad esprimere, raccontare come desidererebbero, ed allora migrano...
Augusto Daolio diceva:
"C'è un altro mondo dentro di me
che racconto con il disegno e la pittura,
lo faccio da parecchi anni e alberi, rocce, cieli,
lune, ombre e altro popolano questi miei racconti.
Non disegno per riempire un vuoto
ma per vuotare un pieno che è dentro di me e preme.
Una specie di confessione, prima ad uno spazio bianco,
poi ad occhi che guarderanno".
che racconto con il disegno e la pittura,
lo faccio da parecchi anni e alberi, rocce, cieli,
lune, ombre e altro popolano questi miei racconti.
Non disegno per riempire un vuoto
ma per vuotare un pieno che è dentro di me e preme.
Una specie di confessione, prima ad uno spazio bianco,
poi ad occhi che guarderanno".
Io "scrivo"per lo stesso motivo, per vuotare ~ portare una ventata d'aria fresca in questo piccolo mondo insito in me, simile ad una soffitta che trabocca... dove oltre ad esserci qualche residuato bellico, nel corso degli anni, ho, e continuo, a stipare alla rinfusa, pensieri, emozioni, sensazioni, piccoli segreti, gioie, dispiaceri, parole mai dette e tanto altro, per poterne poi così estrapolare ~ estrinsecare grazie alle Parole, ciò che vi germina e fermenta... e "leggo" per arricchirmi, viaggiare, colmare gli interstizi, per meglio capire.






