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mercoledì 1 aprile 2015

[scampoli]


di quando in quando
un ricordo affiorava  improvviso...

quella mattina fu la volta della scatola di latta di biscotti Mellin, dentro [custoditi] soggiornavano merletti, bottoni, spolette di fili muticolori [le spagnolette... si tramutavano in dame, i ditali in cavalieri]. Nel rivedersi seduta sul pavimento ad inventare storie [baloccarsi] prima che la memoria tornasse a celarlo, riporLo accuratamente in un cassetto, ne carezzò allora con un sorriso il profilo di fanciulla, gli rimboccò le coperte...


~ immagine da web ~


 La melagrana
che serba i segreti
delle sue perle
aspetta sempre
che tu peli
la sua buccia lucente...

Alla sete è promesso
un liquido
delizioso...


~ Maram al-Masri ~

giovedì 26 febbraio 2015

[Non al denaro, Non all'amore, Nè al cielo]


il nostro incespicare, dubitare [essenza imperfetta]
rivela, illustra altresì, la nostra unicità, genuinità, ricchezza

[verità]



Suurin Onni ~ "La più grande felicità"

 ~ Emmi Vuorinen ~


  PER NOI

Per noi
che guardiamo gli alberi
e ci innamoriamo
delle foglie cadenti
perché inciampano come noi
anche sull’aria.

Per noi

che vinciamo solo da perdenti
e sappiamo ridere
dei giochi di luce riflessi
delle onde
senza l’incauto bisogno di sconfiggerle.

Per noi
che preghiamo in silenzio
perchè neanche la voce
diventi urto
o offesa al silenzio,

Per noi
che ci addormentiamo
con sogni vivi
mentre quella metà del nero
che ci divora o ci manca,
si placa.

Per noi
è quella preghiera silenziosa
che non ha niente da consacrare
perchè l'offesa
- mentre fioriscono gli alberi -
ci ha già perdonati.


~ Beatrice Niccolai ~ 
"Futuro interiore"

martedì 27 maggio 2014

[Graffi_ti di vita]


Fulvia, si guarda allo specchio, cortesi~premurosi solchi, che l'aratro del tempo [abile amanuense] ha cesellato sul viso, le incorniciano le labbra [come angeli custodi] quando sorride, si accentuano formando delle piccole increspature - come quando getti un sasso nell'acqua - ghirigori indelebili impressi lungo il viale dei ricordi, che rievocano... narrano la sua storia, svelando le scorticature [pregiate] del tempo.


photo by ~ Gary Isaacs ~


"Le eredità non sono mai banali.
Che cosa viene ricordato e cosa dimenticato, nel passaggio?
L’oblio può perpetuarsi, i possessori di un tempo esser via via cancellati,
ma può anche verificarsi l’opposto, una lenta accumulazione di storie."

~ Edmund de Waal ~

lunedì 23 dicembre 2013

[Saetacium]


[Auspici...]

Un gesto impalpabile
e affido al telaio le tensioni, i pensieri,
affinché, dondolati, ninnati, ne escano purificati,
scevri da scorie, è tempo di "lievità"


foto di albafucens


Alla fine ho accettato un’ortensia azzurra.
Ho sempre avuto un debole per le ortensie: sono uno
dei pochi fiori che rimangono belli anche quando non sono più freschi. 

Anche quando perdono un po’ di colore, restano intatti.
Le ortensie sono fiori scompigliati, ma con una resistenza ammirevole."

~ Hilary Belle Walker ~

sabato 14 dicembre 2013

[Ambra]


Apro la mente
e gocce di memoria
stillano lente

inglobano ricordi, frammenti di vita vissuta e non, sono perle~gemme, che il fluire del tempo ha stratificato, sfumandone [forgiandone] le asperità, ed i souvenir di ieri, sono nuovamente oggi

{preziosi} monili da sfoggiare


"Gocce di Memoria" ~ foto di albafucens


La mia infanzia è piena di canneti.
Ho speso molto vento per diventare adulto.

Ma solo così ho imparato
a distinguere i fruscii più impercettibili,
a parlare con precisione nei misteri.


~ Odysseas Elytis ~


"Gocce di Resina"

I ricordi sono gocce di resina che sgorgano dalle ferite della vita. Gocce di resina sono piccoli episodi, aneddoti minimi, spintoni che hanno contribuito a tenermi sul sentiero. Proprio perchè indelebili sono rimasti attaccati al tronco. Come fili di resina emanano profumi, sapori, nostalgie. Tutto quello che ci è accaduto, o che abbiamo udito raccontare ha lasciato un segno dentro di noi, un insegnamento, o, quantomeno, ci ha fatto riflettere. La vita, nel bene e nel male, è maestra per tutti. La resina è il prodotto di un dolore, una lacrima che cola dall’albero ferito. Gocce dorate, gialle come miele, che non scappano via, non fuggono come l’acqua, non abbandonano l’albero. Rimangono incollate al tronco, per tenergli compagnia, per aiutarlo a resistere, a crescere ancora.

~ Mauro Corona ~

giovedì 12 dicembre 2013

[Mignolina]

​
Nella vita, ciò che siamo, di noi arriva, per{dura}, è il racconto che di giorno in giorno, ora dopo ora, minuto dopo minuto, andiamo ad illustrare, sono le briciole che seminiamo, a prescindere da quello che può essere il raccolto. Un attimo donato, dedicato, nella pieghe~pori della pelle, nel cuore, nei ricordi, può durare un'eternità.

[Cambiamenti Costanti, praticamente un ossimoro, ma è dalla tesi ed antitesi, che nasce la sintesi]

Un delicato seme, anche se piantato in un campo sterminato, contribuisce sempre, nel suo piccolo, a cambiare la geografia, rinvigorire i sottili, delicati equilibri che modulano la vita. La generosità, premura, prosperità, non dimorano, attecchiscono nel raccolto, bensì, nella semina...

"Puoi costruire qualcosa di bello
anche con le pietre che trovi sul tuo cammino."

~ Johann Wolfgang Von Goethe ~


~ Ettore Frani ~

"Erba"

Nessuna paura
che mi calpestino.
Calpestata, l'erba
diventa un sentiero.

~ Blaga Dimitrova ~

venerdì 6 dicembre 2013

[Arche~tipi]


Abbiamo principiato a tra{vestirci} frapporre un filtro, fra noi, i nostri istinti più genuini, nella vita, laddove abbiamo offuscato, dissimulato [difeso] per la prima volta le nostre membra, nudità interiori, mimetizzandole con una seconda pelle, "giacché" le celasse {[(camufasse)]} soffocando, reprimendo così, "forse", la foggia più intriseca, primordiale, viscerale, del nostro essere [divenire] e la nostra anima, emozioni, pre~sentimenti, respiro [soffio vitale] Arché...

sono rimasti un "poco" {imprigionati}

[sotto formaldeide]


photo by ~ Willy Ronis ~

 "Credo anche, che i nostri corpi siano in verità nudi.
Siamo solo leggermente ricoperti da una stoffa abbottonata,
sotto il selciato, ci sono gusci di conchiglie, ossa e silenzio."


~ Virginia Woolf ~

giovedì 14 novembre 2013

[Qui e Ora]


Esistiamo, nella pienezza, unicità, delle nostre vite, virtuosismi e peripezie. Esistiamo, in questo preciso istante [batter di ciglia] quello, in cui scrivo queste parole, per esempio, che proprio ora, sì, adesso, è già passato...

Il futuro, è una [proiezione] dimensione impalpabile, astratta, aleatoria. Il passato, tangibilmente, non esiste più, se non cesellato, forgiato nella nostra memoria~orditi~ossa [canovacci] eppure, estende le sue ombre fino a noi, è un souvenir pregiato, raro [atavico] da cutodire... per poter così trarre ispirazione, nuovi slanci, flessuosità, suggerimenti, da ciò che è stato. Il presente, dunque, infine, è l'unica dimensione [familiarità, complicità] concretamente da vivere.

"Pochi possono dirsi: "Sono qui".
La gente si cerca nel passato e si vede nel futuro."

~ Georges Braque ~


photo by ~ Robert Gojević ~


Oggi rammendo
l’affetto verso il mondo
il nido
il maglione bucato.

il manto dell’edera
le parole rosso sangue
il futuro il presente il passato.

voglio provare a fare la pace
voglio provare a intenerire il creato.


~ Francesca Genti ~

venerdì 1 novembre 2013

[a pugni chiusi]


E c’è poi, questa schermaglia, sì, quella del com'è che si chiama...? pollice opponibile, che ac{consente} di poter accogliere, trattenere [custodire] altresì, rende così difficoltoso, intimorente, disorientante, dischiuderle le mani, abdicare, lasciar andare, che semplicemente sia...


photo by ~ Sergio Calatroni ~

Ogni mattina
Cancelliamo i sogni
Con cautela costruiamo i discorsi
Le nostre vesti sono un nido di ferro

 
Ogni mattina
Salutiamo gli amici di ieri
Le notti si dilatano come fisarmoniche
Suoni, rimpianti, baci perduti.


(Insignificanti
Enumerazioni
Nulla, solo parole per gli altri
Ma dove finisce la solitudine?)


~ Manolis Anaghnostakis ~



{Festina lente}

... ed imparo così, a non avere più paura del futuro, né dei cambiamenti, a custodire ogni singolo, prezioso, infinitesimo, attimo, senza farlo diventare un ostacolo, imparo ad apprezzare il valore dell'oggi, rilascio allora il pugno, scarcero le tensioni, e sgranchisco le dita, perché r[espirino].

mercoledì 23 ottobre 2013

[fermata d'autobus]


"Ci sono occhi, che quando li guardi, chiedono solo di essere ascoltati."

I rispettivi sguardi, per una piccola frazione di tempo, erano incespicati l'uno nell'altro, poi, il groviglio di occhi saliti alla fermata successiva, li avevano districati, di{visi}. Erano occhi azzurro cielo [con appena un po' di tempesta dentro, però] e dato che nulla accade mai per caso, si incrociarono nuovamente scendendo alla stessa fermata.

Fulvia li aveva già letti sull'autobus quegli occhi [e sapeva... aveva intuito], è per questo, che avendo l'animo un po' stropicciato pure Lei, mentre sentiva quegli occhi azzurro cielo scivolarle addosso e cingerla [delicatamente, però] - chiedevano permesso - fingeva di continuare a leggere, distrattamente, il libro che teneva tra le mani. Ma non si può sfuggire più di tanto alla propria sorte, fato, dono, definirlo non saprei, e quello di Fulvia è di ascoltare, raccogliere e custodire storie, spesso erranti, sconosciute, e anche se a volte la immalinconiscono un po', perchè si immedesima, le fa un po' sue, ha deciso {sa} che è un dono, meraviglioso, e che le piace, fruirne, custodirlo, perchè parafrasando...

E poi se la gente sa,
e la gente lo sa che sai [ascoltare]
[ascoltare] ti tocca
per tutta la vita
ma a te piace [ascoltare, sentir raccontare]

... perché ogni storia, è unica, preziosa, speciale, ha sempre qualcosa da regalarLe.

Così, decise di alzare lo sguardo, e sorridendo, lo puntò diritto in quegli occhi azzurro cielo - contornati da una parrucca castana fermata di lato da un'elegante molletta - che riconoscenti sorrisero, quasi contemporaneamente, la bocca - non senza prima aver sorriso anch'essa - si dischiuse per dire: sa vengo ora dall'ospedale [...] Ma in quella voce che narrava della malattia, la stanchezza, le peripezie, il desiderio di essere presto a casa, non c'era tristezza, nè ricerca di compassione, era una voce dolce, armoniosa, carezzevole, chiedeva solo di poter raccontare, null'altro...

Nel frattempo, l'autobus di Fulvia stava arrivando, nell'avvicinarsi alla banchina per salire, salutò allora quegli occhi azzurro cielo, sfiorandole appena il braccio e augurandole ogni bene. Erano occhi azzurro cielo [con appena un po' di tempesta dentro, però] ma un meraviglioso, sereno, arcipelago tutt'intorno.

"Ci sono occhi, che quando li guardi, chiedono solo di essere ascoltati."

... sembrano altresì sapere, ti ascoltano, stirano via 
le plissettature dall'anima un po' stropicciata, insegnano...



photo by ~ Rodolfo Canzano ~


"Perché ci sono nell'occhio, occhi che l'occhio ignora, 
abbiamo bisogno di questa poesia dello sguardo. Come della luce 
che passa al di sotto di una porta apparentemente chiusa"

~ Roberto Matta ~

domenica 29 settembre 2013

[Dis~attese]


La mancanza, è più uno stato d'animo, un dialogo intimo con noi stessi, si può essere comunque, Due, può farsi presenza. L'assenza, no, l'assenza è una sottrazione [ruberia], un inciampo del tempo, una frode [una pagina di vita scritta con l'inchiostro simpatico] è una crepa sul muro di una casa incustodita [indifesa], è guardarsi il palmo della mano, e trovarlo vacuo, muto, è Uno.


foto di albafucens


"Eppure resta che qualcosa è accaduto,
forse un niente che è tutto."

~ Eugenio Montale ~

giovedì 12 settembre 2013

[moviola]


Memorie

arazzi orditi dal telaio del tempo
di vita vissuta, e non, pregiati filati, che di tanto in tanto
pettiniamo, intrecciamo, riannodiamo un po' con il Presente
affinché non sfumino nell'oblio, il più delle volte, affiorano accidentalmente

a volte, non so, pare
siano i ricordi, a voler ricordare noi.




Amo ciò che di tenace 
ancora sopravvive nei miei occhi,
nelle mie camere abbandonate dove abita la luna,
e ragni di mia proprietà, e distruzioni che mi sono care,
adoro il mio essere perduto, la mia sostanza imperfetta.
 

~ Pablo Neruda ~

martedì 9 luglio 2013

[Canovacci]


a piedi nudi
passeggio dentro un’emozione
sfoglio sagome, setaccio sfumature
con ago, filo e mussolina, tesso, rammendo, arredo.
Infine... osservo, disubbidiente, affiora sulle labbra un sorriso, ma
quant’è bislacca, sbilenca, titubante, quest’anima mia, un’anima patchwork.
 

photo by ~ Mercè Rodríguez ~


Amo i gesti imprecisi,
uno che inciampa, l’altro
che fa urtare il bicchiere,
quello che non ricorda,
chi è distratto, la sentinella
che non sa arrestare il battito
breve delle palpebre,
mi stanno a cuore
perché vedo in loro il tremore,
il tintinnio familiare
del meccanismo rotto.

L’oggetto intatto tace, non ha voce
ma solo movimento. Qui invece
ha ceduto il congegno,
il gioco delle parti,
un pezzo si separa,
si annuncia.


Dentro qualcosa b
alla.


~ Valerio Magrelli ~

venerdì 24 maggio 2013

[Screpolature]


C’è, nella stagionatura della bellezza, nelle storie scarmigliate, accoccolate nelle increspature dell'epidermide, tutta l’autenticità, nitidezza dell’essere. La vita, non ha età, rughe, agli occhi di chi sa ammirarle, sfogliarle. C'è, armonia, dignità, nel divenire, nelle plissettature della vita, sono la nostra memoria storica, narrano di noi. Il tempo, s~correndo, intarsia, solca, sfuma, graffia anche, un po', altresì, arricchisce, laddove "segna", rendendoci più sensibili, attenti ai dettagli, alle sfumature.

e poi, sì, insomma...

“Bisogna assomigliare alle parole che si dicono.
Forse non parola per parola, ma insomma, ci siamo capiti.”

~ Stefano Benni ~


~ Jin Kim ~

Scritto sul corpo c’è un codice segreto,
visibile solo in certe condizioni di luce; quello
che si è accumulato nel corso della vita si ritrova lì.
In certe parti, il palinsesto è inciso con forza tale che le lettere
si possono sentire al tatto, come fosse stato scritto in braille.

~ Jeanette Winterson ~

giovedì 16 febbraio 2012

[Disordinata~mente]


Le porte del sé
conducono lontano
è turbamento

labirinti mnemonici
nei quali smarrirsi è facile

i ricordi e i pensieri si fanno faticosi, nebulosi, le parole errano disorientate, incespicano, ti~tubano sul foglio bianco, a volte allora, conviene lasciarle libere di fermarsi, rimanere sopite, intanto, queste, di parole le ho agguantate...
~~~~~~

Non riesco a parlare molto bene" disse Naoko. Ho questo problema già da un po' di tempo. Ogni volta che cerco di dire qualcosa, mi vengono sempre le parole meno adatte, se non addirittura opposte a quelle che vorrei dire. E' come se il mio corpo si dividesse in due parti che giocano a rincorrersi. E al centro c'è questa colonna immensa e le due parti continuano a rincorrersi girandoci attorno. Ad afferrare le parole giuste è sempre l'altra parte, e io non riesco a starle dietro.

 ‎"E' per questo che sto scrivendo.
Sono uno di quelli che per capire le cose
ha assolutamente bisogno di scriverle."

~ Haruki Murakami ~



"Studio di donna che scrive"

mercoledì 22 giugno 2011

Carpe diem


Ricomincio da qui, da oggi, un Oggi, che è anche ieri e domani, presente, passato e futuro al contempo, un attimo ci ha appena attraversati, ed è già trascorso ~ passato, che ecco sopraggiungerne uno nuovo, pregno del presente e carico dell'avvenire...

"In poesia i silenzi hanno lo stesso ruolo che in musica.
Sono una respirazione, ma sono anche l'ombra delle parole,
o il loro riflesso, dipende."

~ Daniel Pennac ~

il mio di silenzio, ultimamente, fa assai più rumore delle Parole, come risacca di mare ne dissemina detriti e schegge sulla linea di confine, lascia impronte ~ ghirigori cianotici sulla pelle, e il foglio bianco soffre in attesa... reclama inchiostro. ahimè le Parole, mia incommensurabile gioia nonché dannazione, perché c'è sia delizia che spossatezza nel leggerle e scriverle, dischiudo così timidamente, incuriosita, ma forse più consapevole la porta

... e ricomincio da oggi
domani? domani, è un altro giorno
l'attimo imminente,  è quel che conta


~ Montserrant Gudiol ~

giovedì 26 maggio 2011

Ousìa


Vorrei una casetta piccina picciò con un tantinello di verde tutt'intorno
gli infissi e le persiane in legno, che la mattina, quando un po' assonnate le dischiudi, svelando i sussurri ~ sospiri della notte, sbadigliano estroverse, spensierate, alla luce dell'alba che le sfiora, deliziate nello spalancare gli occhi, su panorami infiniti, là... fin dove terra e cielo si fondono in un abbraccio.

Dentro, avrebbe pareti color pastello, il pavimento in cotto, fiori, mobili dei tempi che furono... sicuramente una madia, un baule e poi tende evanescenti ~ leggere, riconoscenti di poter lasciar entrare, intravedere ciò che vi pulsa dentro, prosciolte finalmente dall’obbligo di dover invece celare, impedire, ad occhi indiscreti di insinuarsi.

"Ogni casa ha una sua musica,
sta nelle pareti che trattengono le parole,
il tono delle voci, le grida, il silenzio, i fiati"


~ Marco Lodoli ~

La mia casetta piccina picciò con un tantinello di verde tutt'intorno
avrebbe un respiro ritmato, lieve, come musica... ♪ ♫ ♪ ... brezza che soffia soave, e non affannato ~ sincopato come le case di città, si unirebbe ai rumori e ai suoni della natura, durante le fredde sere d’autunno e d’inverno duetterebbe con le fiamme del caminetto, che si alzerebbero briose e ridenti, illuminando la stanza, e spandendo nell’aria un profumo di sottobosco.

Avrebbe anche un piccolo portico e un dondolo, anzi no... che a me viene la nausea anche se solo vado sul girello o l’altalena, ma una bella panchina sulla quale sedersi ad ammirare il cielo, ascoltare il respiro della terra, il canto degli animali e la voce della Natura, di giorno, il giardino sarebbe invece chiassoso e indisciplinato, rallegrato dalle grida di bimbi, animali, amici e parenti.

Non so se avrò mai
la mia casetta piccina picciò con un tantinello di verde tutt'intorno
ma nell'attesa... l'ho costruita dentro di me, proprio lì... vicina alla bocca dello stomaco, al cuore e ai polmoni, perché possa nutrirsi, ricevere amore e respirare, protetta dalle vertebre


ed ogni tanto
io mi ci calo dentro, apro le finestre
e lascio entrare l'aria e il sole perché "viva".



"I sogni non svaniscono,
finché le persone non li abbandonano"


~ Phantom F. Harlock ~

.. ed io ho pennelli a bizzeffe
per acquerellarli e mantenerli "vivi"

 

martedì 1 marzo 2011

Mutatis mutandis


"Lasciti"

ci sono ferite
che faticosamente cicatrizzano
il loro ricordo, non sfuma né diviene obsoleto
ci hanno di sovente graffiati ~ escoriati nel profondo
lasciano delle ecchimosi, che il tempo, riesce a mitigare solo un po'...


La vita, ci vede spesso errabondi, direi anche un po' teatranti, costretti a recitare parti che non vorremmo, ma che di sovente, ci vengono invece imposte, tutto quel che accade... però, ha un suo perché, ragione di esistere "ciò che non ti distrugge sai... spesso ti tempra" e ci consente di "Divenire" forse più sensibili e accorti nei confronti degli altri, nonché consci, di quelle che sono le mille sfumature, sfaccettature e spigolature della vita.

Siamo quello che siamo... proprio in virtù del nostro recondito ~ vissuto, che rappresenta il nostro bagaglio interiore e ci accompagna ovunque... e sia nel bene che nel male, è "unico e speciale", perché "illustra la nostra storia, e quella storia, siamo noi", non possiamo barattarla con una più confacente, edificante, tantomeno farle indossare un nuovo sofisticato abito, affinché celi gli strappi del tempo, possiamo sicuramente però, rammendarla, tentare di riconciliarci con essa e guardare avanti, in fondo sai... basta solo volerlo o quantomeno desiderarlo, il resto poi viene da se, credici.

Arriva il momento in cui bisogna "consentire a ciò che deve morire che lo faccia, perchè ciò che rimane, viva" (cit.ne)

"Le fiabe non insegnano ai bambini
che i draghi esistono, loro lo sanno già che esistono.
Le fiabe insegnano ai bambini che i draghi si possono sconfiggere"


~ Gilbert Keith Chesterton ~


"Only You Know" ~ Patricia Krebs


questo post è dedicato a due carissime Amiche
a chiunque si trovi a dover voltare pagina, o attraversa un momento difficile
ed infine, un po' anche a me stessa

perché io...

"Io voglio essere sempre una persona
in grado di vedere le facce che non vengono mostrate,
che silenziosamente svolgono il compito assegnato loro nella vita.

Io voglio essere capace di questo,
perchè le cose più importanti dell'esistenza,

 quelle che ci plasmano, non mostrano mai il loro volto" 
 
~ Paulo Coelho ~

martedì 18 maggio 2010

il Muro


I cuori scissi
anelano riunirsi
vite recise

lenta scorre la vita
scalfita sulla pietra


"Oltre il Muro" ~ Angela Raimondi


Cade Novembre
e una breccia si apre
sconfitto è il muro

dalle macerie
addolcite dal sole
risuscita la vita




La caduta del Muro di Berlino
9 Novembre 1989

lunedì 3 maggio 2010

oltre lo Specchio


Specchi spergiuri
rivelano sembianze
difformi e deformi

occhi smarriti
mendicano risposte


"Reflection" ~ Patrica Krebs


A volte, la percezione che abbiamo delle nostre qualità, capacità, è alterata da ciò che gli altri percepiscono ed elaborano di noi, rendendoci disorientati e inadeguati

gli occhi e la mente, se offuscati
sanno essere degli abili simulatori, commedianti

quando succede, allora, io semplicemente chiudo gli occhi e libero la mente dai pensieri, e mi recito "shhh..." piano piano, come un mantra, confidando nel suo potere taumaturgico, cioè "liberare la mente dalla realtà illusoria e dalle inclinazioni materiali", e quando li riapro, sono più consapevole

« Conosci te stesso... »

dice un'iscrizione greca sul tempio dell' oracolo di Delfi
L’autocoscienza è un tema molto antico nonché il fondamento di numerose discipline filosofiche, definibile come l'attività riflessiva del pensiero con cui l 'IO, diventa cosciente di sé, e a partire dalla quale è possibile avviare un processo di introspezione rivolto alla conoscenza degli aspetti più profondi dell'essere. ~ Wikipedia