"Il fiume sotto il fiume"
In questo periodo sto leggendo il libro "Donne che corrono con i lupi", e la sola Prefazione è già di per sé assai espressiva, significativa, ed apre il via ad innumerevoli riflessioni...
"Siamo pervase dalla nostalgia per l'antica natura selvaggia. Pochi sono gli antidoti autorizzati a questo struggimento. Ci hanno insegnato a vergognarci di un simile desiderio. Ci siamo lasciate crescere i capelli e li abbiamo usati per nascondere i sentimenti. Ma l'ombra della Donna selvaggia ancora si appiatta dietro di noi, nei nostri giorni, nelle nostre notti. Ovunque e sempre, l'ombra che ci trotterella dietro va indubbiamente a quattro zampe".
La donna moderna è un garbuglio di attività. E' spinta e costretta a essere tutto per tutti, e spesso, come l'autrice scrive, noi donne viviamo la vita come "travestite", condizionate dalla paura di avventurarsi da sole o di rivelarsi, paura di cercare, paura di mostrare il proprio lavoro imperfetto se non è ancora un'opera completa, paura di provare il nuovo, paura di affrontare... di parlare... fermarsi... agire... sempre intente a contare fino a tre, senza cominciare mai...
L'autrice la definisce "Wild Woman", perché il suono di queste due parole riecheggia quel "Llamar o tocar a la puerta", che significa alla lettera "Suonare lo strumento del nome per far aprire una porta". Vuole dire usare le parole che intimano l'apertura di un passaggio. Anche la donna più repressa ha una vita segreta, con pensieri e sentimenti nascosti, che sono lussureggianti e selvaggi, ovvero naturali. Anche la più prigioniera custodisce il posto del sé selvaggio, perché intuitivamente sa che un giorno ci sarà una feritoia, un'apertura, una possibilità...
... ma riunirsi alla natura istintuale non significa però disfarsi, cambiare tutto, riunirsi a Lei significa fissare il territorio, trovare il proprio branco, stare con sicurezza e orgoglio nel proprio corpo, indipendentemente dai suoi doni e dai suoi limiti, parlare ed agire... essere consapevoli... vigili...
L'autrice la definisce "Wild Woman", perché il suono di queste due parole riecheggia quel "Llamar o tocar a la puerta", che significa alla lettera "Suonare lo strumento del nome per far aprire una porta". Vuole dire usare le parole che intimano l'apertura di un passaggio. Anche la donna più repressa ha una vita segreta, con pensieri e sentimenti nascosti, che sono lussureggianti e selvaggi, ovvero naturali. Anche la più prigioniera custodisce il posto del sé selvaggio, perché intuitivamente sa che un giorno ci sarà una feritoia, un'apertura, una possibilità...
... ma riunirsi alla natura istintuale non significa però disfarsi, cambiare tutto, riunirsi a Lei significa fissare il territorio, trovare il proprio branco, stare con sicurezza e orgoglio nel proprio corpo, indipendentemente dai suoi doni e dai suoi limiti, parlare ed agire... essere consapevoli... vigili...

